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Addio Segway. Il 25 luglio terminerà la produzione.

È stato ufficialmente annunciato che il 25 luglio prossimo cesserà la produzione del monopattino elettrico a due ruote affiancate “Segway” e molti analisti ne indagano le ragioni, naturalmente col senno di poi. Quando il suo inventore, l’americano Dean Kamen, lo presentò al pubblico una ventina di anni fa, tutti lo trovarono perlomeno interessante se non addirittura geniale e rivoluzionario. L’ingegner Kamen è molto noto negli USA per numerose invenzioni per la mobilità degli handicappati come pure in campo strettamente medico (apparecchi portatili), ma si occupa anche di energia solare e di automazione in senso lato. Ha collaborato, tra l’altro, alla realizzazione del motore “Stirling” che ha un ciclo termodinamico ad alto rendimento (o comunque maggiore di quelli classici automobilistici); da cui una solida posizione finanziaria. Passerà alla storia però come il “padre di Ginger”, come egli volle battezzare il suo monopattino, in memoria della famosa ballerina e attrice Ginger Rogers, partner di Fred Astaire in tanti spensierati film in bianco e nero. Ma a differenza della sua ispiratrice, che pareva muoversi senza conoscere ostacoli (da cui il nome “segway”) l’invenzione non ha avuto il successo sperato, tanto meno ha avuto “l’effetto che ebbe l’automobile nei confronti della carrozza a cavalli” come diceva la pubblicità. A eccitare la curiosità del pubblico furono anche le numerose apparizioni della segway (detta anche Human Transporter o Personal Transporter, da cui HT e PT) nei film e la sua diffusione in ambito istituzionale, come alle Poste e agli organi di vigilanza. Persino il presidente degli Stati Uniti dell’epoca, George Bush junior, ne fece uso dando però il via, nel 2003, a una serie di cadute celebri e documentate, nonostante la “scuola guida” frequentata in precedenza.

Nel 2007 il noto giornalista Piers Morgan fu ripreso mentre ruzzolava (frattura alle costole) provando il monopattino e il filmato andò immediatamente in onda sulla seguitissima trasmissione “Good Morning Britain”. Per fortuna non si ruppe nulla il celebre primatista mondiale Usain Bolt che cadde investito da una segway al termine della vittoriosa gara dei 200 metri nei Campionati del Mondo del 2015 a Pechino. Nel frattempo (2010) l’allora proprietario della fabbrica delle “Ginger”, acquistata appena dieci mesi prima, il britannico Jimi Heselden, fu vittima del più tragico degli incidenti: morì cadendo in un fossato, pare sterzando la sua segway nel tentativo di evitare dei pedoni. Con questo non voglio dire che l’insuccesso commerciale del monopattino elettrico a ruote affiancate sia stato condizionato solo da questi episodi spiacevoli. Jeff Bezos (Amazon) e Steve Jobs (Apple) ci hanno creduto, investendo nell’impresa, salvo poi cambiare idea di fronte all’evidenza che il prodotto non era richiesto quanto ci si aspettava. Impostata una fabbrica per vendere 10.000 pezzi la settimana, dopo dieci anni se ne erano venduti appena 80.000 e oggi ne “circolano” solo 140.000 in tutto il mondo. Da meritare di essere nell’elenco del settimanale Time in un articolo intitolato “Le peggiori 50 invenzioni mai realizzate”; con la precisazione che quel “peggiori” si riferisce all’esito commerciale e non certo all’idea e alla realizzazione tecnica, ricca di sensori ed elettronica raffinata. Appare chiaro che la segway ha innanzitutto un prezzo troppo, alto attorno ai 5000 dollari (1000 dollari di batterie). Non è facile da guidare, anche se la pubblicità lo fa sembrare, mostrando giovani (e non) sorridenti e scorazzanti. Diventa facile solo dopo un certo tempo e ciò, ad esempio, rende il monopattino improponibile per le gite turistiche nelle città d’arte, com’era stato ipotizzato al lancio. Non ha una chiara collocazione nel traffico (marciapiedi o strada?) né una legislazione univoca per inquadrarlo tra le categorie dei mezzi in circolazione. È pesante da trasportare a mano qualora si esaurisca la batteria per cui gli si fa preferire le bici e i monopattini elettrici a ruote allineate, dove si può comunque pedalare o spingere senza sollevare. In definitiva un giocattolo troppo costoso salvo che, tra qualche anno, in qualche asta per amatori, non venga conteso a livelli esagerati.

Fonte: Chi è Chi

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