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KIA CARENS, Al vertice della categoria

E’ il momento di Kia, che scoppia di salute con una crescita sbalorditiva un po’ dappertutto, in particolare in Italia, in controtendenza rispetto al mercato, che costringe alcuni concorrenti ad accusare pesanti perdite di quote. Il Costruttore coreano sta raccogliendo i frutti di cospicui investimenti, di serio impegno in fatto di sicurezza, prestazioni, comfort e appropriate strategie di marketing e comunicazione, ivi compresi i 7 anni di garanzia, che sul potenziale cliente esercitano un forte richiamo.

A tanto successo non è estraneo l’aver rinnovato negli ultimi due anni, ben più di altre Case, la gamma di modelli. Ultimo dei quali, in ordine di tempo, la Carens, che giunge così alla sua quarta generazione, riproponendosi al vertice della categoria degli MPV compatti. “Il nuovo monovolume riporta la Kia – osserva Giuseppe Bitti, amministratore delegato della filiazione italiana – nel cuore del segmento C, uno dei più importanti e competitivi del mercato europeo. Per conquistare nuovi clienti, in aggiunta ai 54.000 registrati insieme alla Carnival, puntiamo molto sul design.

Il modello aveva bisogno di un look bello e accattivante: obiettivo raggiunto con un aspetto esterno più slanciato e una maggiore personalità; funzionalità e versatilità si accompagnano ora ad un abito più dinamico e atletico. D’altro canto – soggiunge Bitti – nel processo di elaborazione dello stile, si è tenuto conto che l’impostazione interna e la flessibilità d’uso sono le ragion d’essere di queste vetture e i motivi di scelta. La modularità e la generosa abitabilità della Carens, capace di ospitare fino a 7 persone, vanno di pari passo con le necessità delle famiglie”. In fatto di linea, la nuova Carens volta pagina in confronto all’aspetto più razionale della versione precedente. E’ un “pelino” più corta (4,53 metri), un po’ più stretta e un po’ più bassa, ma è aumentato il passo, con conseguente maggiore spaziosità interna (posto guida avanzato e montante del parabrezza in corrispondenza delle ruote anteriori). Al rinnovato design si richiamano anche la linea di cintura, relativamente alta, le luci diurne a LED, i gruppi ottici posteriori, gli indicatori di direzione integrati nei retrovisori esterni, lo spoiler posteriore e i cerchi (in acciaio o lega) di dimensioni cresciute. Fra i 7 colori di carrozzeria il “Titanium Silver” ci sembra il più attraente. Quanto ai propulsori, tre, si può scegliere fra il benzina 1.6 da 135 cavalli (165 Nm di coppia, 185 orari di velocità, consumo medio di 6,8 litri ogni 100 chilometri) e due a gasolio, entrambi di cilindrata 1.7, ma con potenze differenti. Sulle strade valdostane, dal Forte di Bard al Colle di Joux attraverso la Val d’Ayas e poi ridiscesa su Saint Vincent, abbiamo provato la versione a nostro avviso più interessante, quello cioè con il Diesel  da 136 CV, 330 Nm, 191 km/h, 5,1 litri per 100 km, avviamento a pulsante. Le prestazioni sono risultate più che soddisfacenti; il motore rivela buone doti di omogeneità. Con il cambio manuale a 6 marce, i primi due rapporti corti e la sesta lunga consentono un notevole spunto in accelerazione, con bassa rumorosità. Abbinato a questo motore è disponibile altresì l’automatico/sequenziale a 6 rapporti.

Ci riserviamo di provare prossimamente anche il “fratello minore” Diesel 1.7 da 115 CV (260 Nm, 181 km/h, 4,9 litri per 100 km). La gamma del monovolume Kia di quarta generazione è quanto mai semplice, visto che propone soltanto due allestimenti: Cool e Class, a prezzi varianti da 19.500 a 24.000 Euro secondo le motorizzazioni e la quantità di equipaggiamenti di bordo. Non poteva certo mancare un’ampia scelta di marchingegni high-tech, dedicati all’intrattenimento e alla connettività.

Ma, ben più utili, sono presenti dispositivi come le telecamere frontale e posteriore, l’assistenza al parcheggio, lo Stop & Go, il ripartitore elettronico di frenata, l’assistenza nelle frenate di emergenza. Insomma, tutto quanto necessita su un’automobile che valga la pena di essere presa in considerazione. Com’è, appunto, la nuova Carens.

Cesare Castellotti

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