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RENAULT TWINGO, LA SVOLTA

Sembra ieri e sono passati 22 anni. Il 19 e 20 gennaio del 1993 debuttava all’isola vulcanica di Lanzarote, nel gruppo delle Canarie, il geniale piccolo monovolume, simpatico, stravagante, che aveva la sua forza nel design e che esprimeva un nuovo concetto di vettura destinata a cambiare il paesaggio automobilistico. La nostra prova si sviluppava in un ambiente dall’aspetto lunare, dove la lava che il tempo ha consolidato, dove i neri, i grigi, i marroni di uno scenario che ha dell’irreale erano sdrammatizzati dai colori vivaci, bizzarri, della berlinetta: blu oltremare, giallo indiano, rosso corallo. E un improbabile verde.

La nuova piccola Renault aveva una sola versione: un’unica carrozzeria a 3 porte, 4 posti, un solo motore, benzina 4 cilindri 1239 cc, 55 cavalli, 150 orari di velocità, consumo medio di 6,5 litri ogni 100 km, niente chiusura centralizzata della porte, niente contagiri, opzionali il tetto apribile e il condizionatore. Allegro l’aspetto esterno, originale il frontale, che ricordava un po’ l’Espace (nato 4 anni prima) primo monovolume basato sulla modularità interna.

La Twingo, che qualcuno definì, “ranocchia”, rivoluzionò il segmento delle city-car, posandovi una pietra miliare. Negli anni successivi la Casa francese è intervenuta sapientemente su uno dei simboli della sua creatività. Già la Twingo II era apparsa assai innovativa rispetto a quella del ’93.

Adesso è stata reinventata da ingegneri e designer che hanno avuto carta bianca nello sviluppo del progetto. Perché la Reanult Twingo di terza generazione, nelle intenzioni di Renault, doveva rappresentare assolutamente una svolta importante. In effetti non è soltanto innovativa, è unica. Per la prima volta nella sua storia si propone con carrozzeria a 5 porte. Inoltre ha un’architettura meccanica che va contro corrente, con trazione e motore posteriori.

L’aspetto, sia esterno sia interno, è gradevole. Frontale corto con ampio parabrezza, logo ben visibile con fondo nero, proiettori evidenziati dagli indicatori di direzione, luci diurne tonde a Led, ampio portellone vetrato, coda spiovente, maniglie posteri nascoste nei montanti, posizione di guida leggermente rialzata. La collocazione delle ruote agli angoli della carrozzeria, ha fatto crescere il passo di 13 cm (2,49 m). Sicché, pur essendo più corta di 10 cm rispetto al modello precedente, la Twingo III guadagna 33 cm in abitabilità. Può ospitare comodamente una famiglia di padre, madre e due ragazzi, a patto che non siamo giocatori di basket! Civettuolo e sportiveggiante l’interno, in un’elegante alternanza di nero, di rosso e di grigio, di pelle e di tessuto. Il raggio di sterzata contenuto in 4,30 metri ne consente una buona maneggevolezza nel traffico cittadino e nelle manovre di parcheggio.

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Due i motori disponibili, entrambi a 3 cilindri a benzina. In alternativa al turbo da 900 cc e 90 cv, per la nostra prova su strada abbiamo scelto l’aspirato 1.0 da 70 cv, che ci sembra adatto all’uso cittadino ma anche a percorsi extra-urbani su corta e media distanza. E’ brillante ed elastico: la coppia massima di 91 Nm fin da 1000 giri al minuto permette di evitare cambiate troppo frequenti. Consumo medio: 4,2 litri ogni 100 km, emissione di Co2 di 95 gr/km. Discreta la ripresa, confortevoli le sospensioni, ottimo lo sterzo. Il cambio è manuale a 5 marce, alternativo all’automatico a doppia frizione.

Tra i vari livelli di equipaggiamento, il più interessante, a nostro avviso è lo “Special Edition” denominato Energy OpenAir, tinta metallizzata Rosso Passione, forte di una ricca serie di dotazioni. Per citarne alcune: Start & Stop, climatizzatore manuale, alzacristalli anteriori elettrici, cerchi in lega da 16” diamantati, Parking Radar, fari antinebbia, protezioni laterali con modanature cromate, retrovisori esterni regolabili elettricamente, volante in pelle. In più, volendo, ampie possibilità di personalizzazione attraverso il gioco delle tinte di carrozzeria e degli elementi di decorazione esterna.

Il nuovo modello cult francese sembra avere le carte in regola per farsi largo nel settore delle piccole, andando a consolidare l’andamento delle vendite di Renault, che negli ultimi mesi sono cresciute del 26% rispetto allo scorso anno.

                                                                                                                                                                            Cesare Castellotti

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