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SALONI e saloncini

I Saloni (con la S maiuscola) e i saloncini (quelli resuscitati di recente, raffazzonati) tornano a far discutere. Riaffiora la farsa delle due rassegne italiane, Milano e Roma. Alla prima, annunciata per dicembre, pareva non dovesse partecipare la Fiat (pardon, FCA). L’orientamento di disertare era dovuto agli altissimi costi dell’occupazione degli spazi e dell’allestimento dei padiglioni, con ritorni molto dubbi in termini commerciali e di immagine. Una linea che era dettata ovviamente dall’alto, cioè da Marchionne. Ed era, a nostro avviso, totalmente condivisibile, visto che bastano e avanzano quei pochi Saloni veramente importanti (Ginevra, Francoforte, Parigi, Detroit e Tokio) ai quali sono riservate le anteprime mondiali e che richiamano grandi numeri, non taroccati, di visitatori.

Ma di recente la Casa ex torinese avrebbe cambiato idea: il suo NO alla partecipazione al Milano Auto Show sarebbe diventato un SI’. Se così davvero fosse ne deriverebbe un sospiro di sollievo degli organizzatori, che vedevano già vanificati i loro sforzi nel promuovere l’evento. Perché, si sa, se manca la FCA, con i suoi marchi Fiat, Alfa, Lancia, etc, gli altri Costruttori, o almeno parte di essi, pur perplessi, si adeguano.

Il divertente, si fa per dire, è che anche Bologna ha confermato lo svolgimento del suo Motor Show. E’ rinato dopo essere stato cancellato l’anno scorso, orfano di quel suo storico patron che nel frattempo se n’era andato a lanciare il Milano Auto Show. A questo punto c’è da chiedersi come si comporteranno espositori e visitatori di entrambi gli eventi. Quale sceglieranno? Milano? Bologna? con conseguenti cospicui costi, assurdi per come vanno le cose in questo momento nel nostro Paese. Nella vicenda c’è anche un altro aspetto risibile: le due rassegne dovrebbero tenersi in dicembre quasi in contemporanea, a pochissimi giorni di distanza l’una dall’altra, in patetica concorrenza. In più, né l’una né l’altra figurano nel novero dei grandi Saloni internazionali. E’ come se il Pizzichettone, il Grottammare o l’Andria volessero partecipare ad un torneo calcistico qui fossero già iscritti Bayern, Real Madrid e Barcellona.

 

Cesare Castellotti

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