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Speciale Ginevra 2017

Dai nostri inviati Cesare Castellotti Vaglienti e Josè Citro.

Squilli di tromba all’indirizzo del Gruppo francese PSA (Peugeot-Citroen-DS) che ha fatto due volte il botto al Palexpo, comprando nientemeno che la Opel (braccio europeo della General Motors) e vincendo il premio “Car of the Year”, assegnato da una giuria di qualificati giornalisti di diversi Paesi europei. Ed oscurando di conseguenza le altre notizie relative a questa 87° edizione del Salone Internazionale dell’Automobile, uno dei più importanti del mondo, insieme a quelli di Parigi, Francoforte, Detroit e Tokio. L’acquisizione, per due miliardi di Euri, del concorrente tedesco rappresenta, per il settore, un evento epocale. Mettendo insieme le vendite annue di 1,2 milioni di veicoli Opel con i 3,1 della Marca del Leone, è nato il secondo più potente colosso europeo dell’auto, preceduto soltanto dal Gruppo tedesco con i suoi dieci milioni di vetture. Rimangono ora gli interrogativi sul come verrà organizzata la distribuzione dei veicoli: separata o unica? Ma, ancor più importante, è la domanda che tutti si pongono relativamente ai 40.000 lavoratori delle 6 fabbriche tedesche e del Centro di Ingegneria di Russelsheim.

Il secondo motivo del grande successo di PSA a questa rassegna, come abbiamo detto è rappresentato dal trionfo ottenuto dalla marca Peugeot cui è andato il riconoscimento di “Auto dell’Anno” con la “3008”, elegante modello familiare che unisce le migliori qualità in fatto di design, versatilità, spaziosità, comfort, sicurezza, motorizzazioni e connettività. E’ la consacrazione del ruolo delle moderne vetture 4×4, che mettono la pietra tombale sulle monovolume inventate negli anni ’80 con l’irrompere sul mercato della Renault Espace. La 3008 si è imposta su altre sei finaliste, fra le quali l’Alfa Romeo Giulia e la Citroen C3. Un duro colpo per le ambizioni della Casa del Biscione ed in generale per il Gruppo ex-italiano FCA che, a detta di molti, aveva buone possibilità di spuntarla, essendo l’Alfa Romeo rimasta la sola porta-bandiera, dopo l’ ”eutanasiata” Lancia, di quella che fu la prestigiosa e tanto apprezzata gamma alta di eleganti vetture all’italiana.

Il Salone di Ginevra accoglie quest’anno 200 espositori di 30 Paesi, 900 modelli esposti, 148 le novità, fra anteprime mondiali ed europee, molte concept car (alcune delle quali con possibilità di tradursi in normali auto di serie). Fino alla passata edizione le tematiche della rassegna elvetica avevano riguardato le auto ibride, i dispositivi di infotainment, la connettività e le elettriche.  Questa volta si fa un gran parlare, fra gli stands, di veicoli a guida autonoma. A questo proposito sarà interessante scoprire, strada facendo, di quanti e quali sistemi di sicurezza questi mezzi saranno dotati, di quali coperture assicurative avranno bisogno e a che prezzo. Il progresso, anche nel settore auto, non si sa dove ci porterà.

Dando uno sguardo qua e là nei padiglioni, la già citata Peugeot, oltre alla premiata “3008”, ripropone la 5008, con dimensioni maggiorate, motori benzina 1.2 e 1.6 da 165 e 180 cv e Diesel 1.6 e 2.0 da 120, 150 e 181 cv. Poco più in là c’è la Istinct, ibrido plug-in da 300 cv. Citroen è presente con il concept C-Aircross, che anticipa il design del prossimo crossover su base C3, erede di C3 Picasso. Non è da meno la marca di lusso del nuovo colosso franco-tedesco, che espone la DS7 Crossback, il primo suv della sua recente storia. Per rimanere in “territorio francese”, segnaliamo la Renault Clio Gpl, motore 3 cilindri turbo bi-fuel da 90 cv, 1500 km con un pieno, affiancata dal restyling Captur. Dal canto suo, la A110 Alpine riporta alla ribalta un marchio a dir poco leggendario.

L’Alfa Romeo espone, oltre alla Giulia e sulla stessa base meccanica, il suo primo suv, fabbricato a Cassino e battezzato Stelvio, con motore in alluminio 2.0 turbo benzina Multiair 280 cv, cambio automatico a 8 marce e trazione integrale Q4. La Jeep ritorna nella categoria dei suv compatti con la Compass.

 

Fra le tedesche non passa inosservata l’eterna Golf, ulteriormente arricchita nei contenuti. Sullo stesso stand Volkswagen, la Tiguan a 7 posti e la Arteon, berlina di prestigio, coupé 4 porte, di lunghezza ragguardevole. All’Audi, molto interesse dei visitatori è rivolto alla Q5 e alla RS3 Sportback da 400 cv. Dalla Spagna la SEAT ha portato la Ibiza di quinta generazione. C’è folla di ogni età attorno alle Bmw, a cominciare dalla Serie 5  Touring, che fa tornare la Casa bavarese nella categoria delle station wagon. E’ rinnovata a cominciare dalle dimensioni: più lunga, più larga e più spaziosa e dotata di un bagagliaio che è poco definire generoso. Monta 2 turbodiesel: 4 cilindri 2.0-188 cv e 6 cilindri 3 litri da 261 cv; e 2 benzina ad iniezione: 4 cilindri 2.0 da 252 cv e 6 cilindri 3.0 da 340 cv. Trazione integrale xDrive e ammortizzazione pneumatica dell’asse posteriore con regolazione automatica. Quanto alla Mercedes, ecco la Classe E Cabriolet su base meccanica della Coupè, capote in tela, assetto ribassato, trazione integrale 4 Matic. In più: la GLC ed il concept Classe X che annuncia il prossimo pick-up. In casa Opel troviamo la nuova Insignia, ora più leggera di oltre 170 chili, nelle versioni Sports Tourer (wagon) e Grand Sport (berlina). E’ dotata, tra gli altri motori, di un nuovo benzina 1.5 turbo da 140 e 165 cv. Del costruttore tedesco (ora francesizzato) c’è il nuovo suv compatto Crossland X, che sostituirà la Meriva.

La Ford propone la nuova Fiesta, di quinta generazione, in 4 versioni tra cui la Active a carrozzeria rialzata e la più spinta ST, 3 cilindri 1.5 – 200 cv. Soprattutto desta curiosità la Focus Electric con batteria da 33,5 kwh ricaricabile per l’80% in mezz’ora di collegamento (anche all’impianto domestico) e forte dei suoi 225 km di autonomia. Non male la Velar, quarta variante della Range Rover, che va ad inserirsi fra la Evoque e la Sport.

Regina del Salone, ancora una volta, è la Rolls Royce, con due modelli più sontuosi che mai e dal fascino, guarda caso, impareggiabile. Eppure, per chi ancora è capace di sognare guardando un’automobile, fa la sua gran bella figura anche la Ferrari, questa volta con la 812 Superfast, granturismo “estrema”: è la più veloce stradale finora prodotta a Maranello, con il suo propulsore anteriore di 6500 cc aspirato, 12 cilindri, 800 cv, 4 ruote sterzanti.

Lamborghini si difende con la Huracan Performante; la Porsche con la Panamera Turbo-S Hybrid e con la Sport Turismo a 5 posti; la McLaren con la 720 S; la Bugatti con la Chiron; Infiniti con l’ampliamento della gamma QX30, ora anche con motore 2.0 turbo 211 cv, trazione integrale intelligente e trasmissione a doppia frizione.

Quanto all’industria giapponese, Honda espone la Civic di decima generazione, berlina di segmento “C” totalmente rifatta, anche in versione sportiva Type R da 300 cv, mentre Toyota ha la C-HR (cioè Coupè-High Ride) dalla forma inusuale e plancia avveniristica, la Prius Plug-in a 4 posti, motore benzina 1.8 da 98 cv, abbinato ad un elettrico da 72 cv. Inoltre si cimenta nel settore delle city-car elettriche con il prototipo i-Trill a guida autonoma. Di Lexus c’è l’ultima evoluzione della IS: la 500h, ammiraglia ibrida rivoluzionata con un nuovo look sia esterno sia interno.

E le altre giapponesi? Ecco la Leaf completamente elettrica e a guida autonoma della Nissan; la Swift ristilizzata della Suzuki (oltre alla Ignis di recente lancio); il suv di taglia media Eclipse Cross della Mitsubishi; la nuova XV della Subaru; la CX-5 e il face lifting della CX-3 della Mazda.

La svedese Volvo insiste sul filone suv con la nuova XC60, ora ancor più ricca in fatto di sicurezza. Il settore coreano è rappresentato dalle nuove Picanto e Rio della Kia (che a fine anno aggiungerà la nuova coupè Stinger), con la giardinetta i30 della Hyundai e con il Concept Wavlt della SsangYong.

Non mancano, ci mancherebbe, i prestigiosi carrozzieri italiani, da Giugiaro a Pininfarina con le loro creazioni che continuano a sostenere lo stile italiano nel mondo. Peccato che non si sia pensato di celebrare in qualche modo il 30° anniversario, che cade proprio in questi giorni, della scomparsa di Nuccio Bertone, gigante della storia dell’automobile.

Il Salone di Ginevra rimane aperto fino al 19 marzo.

 

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