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Long Test Suzuki Ignis 1.2 Hybrid 2WD

1.000 chilometri a bordo della versatile Suzuki Ignis Hybrid 4×2 che, dopo una serie di percorsi urbani e autostradali, ci ha portato lungo un suggestivo itinerario nelle Langhe-Roero fino alle innevate quote alpine delle Valli di Lanzo – Confermati i consumi sbalorditivi di carburante, sempre molto contenuti, assicurati dalla innovativa tecnologia di ibridazione S.H.V.S. (Smart Hybrid Vehicle Suzuki).

La storia della nuova Suzuki Ignis inizia quattro anni fa quando, in occasione dell’85a edizione del Salone di Ginevra (2015), debutta nello stand della Casa di Hamamatsu l’accattivante Concept iM-4, realizzato sulla nuova piattaforma sviluppata per aumentare la rigidità della struttura e ridurre il peso complessivo del veicolo. Caratterizzato da una linea semplice e innovativa, abbinata a dimensioni contenute che definiscono un nuovo livello di versatilità e piacere di guida del segmento, questo Concept si propone l’ambizioso obiettivo di assicurare consumi straordinariamente contenuti ed emissioni di CO2 estremamente ridotti grazie, oltre alla piattaforma di nuova generazione, all’altrettanto inedita tecnologia di ibridazione (mild hybrid) S.H.V.S. (Smart Hybrid Vehicle Suzuki). Ad ottobre dello stesso anno la nuova Suzuki Ignis (disponibile sia nella versione 4×4 che 4×2) viene presentata in anteprima mondiale al Salone di Tokyo, per arrivare sul mercato europeo dopo il debutto al Salone di Parigi (2016).

Nuova piattaforma, sistema S.H.V.S. e tecnologia I.S.G.

La nuova piattaforma di Suzuki è stata progettata per fornire maggiore rigidità e ridurre il peso, attraverso la riprogettazione della struttura del sottoscocca e dell’intero veicolo, comprese le parti accessorie. Questa nuova configurazione migliora l’efficienza energetica del veicolo, la sicurezza, la maneggevolezza e la stabilità dell’auto, oltre che le prestazioni in ambito NVH (Noise Vibration Harshness) che definiscono il livello di comfort.

L’innovativo SHVS (Smart Hybrid Vehicle Suzuki) è un innovativo sistema di ibridazione che lavora in sincronia con la tecnologia di nuova generazione ISG (Integrated Starter 30 Generator) ad alta efficienza. Questa innovazione garantisce una coppia erogata in assistenza al motore termico e la rigenerazione dell’energia prodotta in frenata grazie ad accumulatori agli ioni di litio. Questi elementi costituiscono il sistema ibrido perfetto per una vettura compatta perché, oltre a migliorare l’efficienza energetica, contengono i pesi, il dimensionamento ed il costo complessivo.

Oltre 20 km/lt in autostrada

Il nostro long-test a bordo della Suzuki Ignis Hybrid ha inizio alle porte di Milano dove, ritirato il veicolo, iniziamo la trasferta autostradale alla volta di Torino, capolinea di partenza del lungo itinerario che ci porterà attraverso alcune delle località più belle e suggestive delle Langhe-Roero, per condurci successivamente nella cornice alpina delle Valli di Lanzo fino a Ceres, un piccolo borgo di montagna di circa mille abitanti situato alla confluenza della Val Grande di Lanzo e della Val d’Ala.   48 In autostrada, soprattutto dosando con accortezza il piede sull’acceleratore e i cambi di marcia, i consumi si rivelano subito sorprendenti e in diverse occasioni il computer di bordo segnala valori decisamente superiori ai 20 km/lt. In diverse occasioni raggiugiamo i 24/25 km/lt, arrivando anche a toccare i 26,5 km/lt. Entrati in città i valori si abbassano, scendendo spesso sotto i 20 km/lt, ma nel traffico urbano interviene spesso il sistema Stop&Start a contenere i consumi assicurando un risparmio di carburante che, a fine giornata, viene visualizzato sull’efficiente computer di bordo, sia in termini di quantità di benzina risparmiata, sia nella durata di tempo complessiva nel corso della quale il sistema è entrato in azione.

Le principali funzioni del sistema SHVS e ISG

Il sistema SHVS (Smart Hybrid Vehicle by Suzuki) di questo veicolo utilizza alternatori con funzione di motorino di avviamento ISG (Integrated Starter Generator, ossia alternatore-motorino di avviamento integrati) per gestire le varie funzioni di guida, al fine di aumentare la silenziosità del motore e il risparmio di carburante. Il lavoro dell’ISG è riassumibile in tre punti essenziali:

1) Funzione di rigenerazione dell’energia in fase di decelerazione: Questa funzione determina una generazione intensiva di energia durante la decelerazione, utilizzando l’ISG. Quando la generazione durante la marcia non è richiesta, l’ISG può essere arrestato al fine di ridurre il carico sul motore, a vantaggio del risparmio di carburante.

2) Funzione di assistenza motorino: Questa funzione assiste il motore utilizzando l’ISG come motorino per ridurre la potenza erogata dal motore, con conseguente risparmio di carburante.

3) Funzione motorino d’avviamento: Questa funzione riavvia il motore dopo l’arresto da parte del sistema ENG A-STOP, utilizzando l’ISG tramite la cinghia di trasmissione.

Nel display del computer di bordo è possibile inoltre controllare se l’ISG è in funzione tramite l’indicatore di flusso di energia selezionato nel quadro strumenti.

In condizioni di guida normali: l’ISG non è in funzione, e la funzione di rigenerazione dell’energia in decelerazione è attiva quando il veicolo è in fase di decelerazione nelle normali condizioni di guida; in questo caso le batterie vengono caricate. Quando il motore è stato arrestato automaticamente (in caso di sosta) l’energia conservata viene utilizzata dai componenti elettrici, come ad esempio l’impianto audio, senza caricare le batterie. La funzione del motorino di avviamento è attiva dopo che il motore è stato arrestato automaticamente: l’energia conservata viene utilizzata dall’ISG, senza caricare le batterie. Naturalmente in caso di rapide accelerazioni, quando il pedale dell’acceleratore è premuto a fondo, la funzione di assistenza motorino non sarà disponibile. A proposito dei segmenti dell’indicatore della batteria va ricordato inoltre che l’indicatore di flusso di energia fornisce una stima approssimativa della carica della batteria agli ioni di litio i cui valori, in alcuni casi (come una temperatura esterna molto bassa), potrebbero non essere precisi.

Dalle Langhe-Roero alle Valli di Lanzo

Per la sezione dedicata ai percorsi extra-urbani, lontano dalle autostrade e dagli ingorghi del traffico, il nostro long-test a bordo della Suzuki Ignis Hybrid 1.2 si è svolto nel comprensorio delle Langhe-Roero che, dopo un anello sulla via del Barolo, ci ha portato fino a Ceres nelle Valli di Lanzo. Partiamo da Cherasco, nota per le il suo celebre Mercato dell’antiquariato e del collezionismo e per le sue prelibatezze gastronomiche legate alla produzione dei baci di Cherasco e alla produzione di lumache, disponibili in un vasto assortimento di ricette nei rinomati ristoranti della città. Attraverso colline di vigneti e altipiani ad anfiteatro attraversati da numerosi tornanti arriviamo a Barolo, la cui architettura è dominata dall’imponente sagoma dell’omonimo Castello; l’immancabile sosta in una delle più famose cantine della zona, facciamo rotta su Grinzane Cavour, il cui nome rende omaggio allo statista rinascimentale. Il maestoso Castello medievale, sede dell’enoteca regionale, è inserito nella tenuta agricola di proprietà della famiglia Cavour e, dal 2014, dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO. Chiudiamo l’anello delle Langhe nella storica Pollenzo (la Pollentia degli antichi romani) per entrare con la nostra Suzuki Ignis Hybrid, dopo aver varcato la Porta di accesso ad arco, direttamente nella vasta piazza neogotica del Castello dove si trova la Chiesa Parrocchiale di S. Vittore; dal 2004 Pollenzo è inoltre la sede dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, una delle più prestigiose in Europa che richiama ogni anno studenti da tutto il mondo. Tornati in autostrada, ci dirigiamo nuovamente verso Torino per raggiungere le Valli di Lanzo dove, superata Ceres, troviamo anche la sorpresa di uno sterrato ancora innevato una volta oltrepassati in 1.500 metri di quota.

Il Long-Test in cifre

Nel corso del nostro Long-Test con la Suzuki Ignis Hybrid abbiamo testato il veicolo nelle più disparate condizioni di utilizzo, non soltanto per quanto riguarda la tipologia dei percorsi, ma anche in funzione dell’insieme di variabili che genralmente , sia singolarmente che abbinate tra loro, svolgono un ruolo fondamentale nel determinare i valori di consumi di carburante.

Dal numero dei passeggeri presenti a bordo al carico di bagagli, dal viaggio in autostrada con i finestrini chiusi alla marcia con i vetri aperti, da un’andatura tranquilla con pochi cambi di marcia a quella più brillante, dall’utilizzo del sistema “Start&Stop” al suo disinserimento. Nelle Valli di Lanzo inoltre, pur essendo il nostro veicolo a due ruote motrici, ci siamo avventurati comunque su qualche percorso off-road “soft”, sia quando ci siamo imbattuti su alcuni tratti innevati in quota, sia nell’attraversamento di ampi tratti erbosi o sterrati ricoperti da foglie e detriti. Anche in questi casi la Ignis Hybrid si è disimpegnata sempre con estrema disinvoltura.

Per quanto riguarda infine i numeri, abbiamo percorso complessivamente 1033,6 chilometri, registrando un consumo medio di carburante di 17,65 km/lt.

Giorgio Rosato

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