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SWIFT SUPERA SE’ STESSA

Non finisce di stupire la berlina compatta Suzuki di segmento B. In 13 anni è già stata scelta da cinque milioni e mezzo di automobilisti. Dopo il debutto al Salone di Parigi del 2004 si è via via rinnovata attraverso una serie di aggiornamenti che l’hanno portata ad emergere fra le concorrenti della stessa categoria. Il 2006 segnò la nascita della versione 1.6 Sport. Nel 2010 fu la volta di una nuova generazione seguita, l’anno dopo, dalla presentazione, al Salone di Tokio, di una riedizione della Sport dotata, solo per l’Europa, anche delle 3 porte. L’anno appena concluso l’ha proiettata in una nuova vita. Ma questa volta non si tratta di un normale restyling a base di Gerovital, il “ricostituente” inventato dalla dottoressa rumena Ana Aslan per le persone, soprattutto donne, desiderose di darsi un aspetto più giovanile.

Realizzata su una piattaforma più rigida, la Swift è stata rivoluzionata in tutte le sue parti, telaio, dimensioni, design esterno ed interno, meccanica, motorizzazioni, sicurezza, dotazioni. Adesso è lunga 3,84, larga 1,73, alta 1,50. Dunque, rispetto al modello che l’ha preceduta, è leggermente più corta, più larga e più bassa. Sono cresciuti il passo (2,45) ed il bagagliaio (da 211 a 265 litri), mentre è diminuito sensibilmente il peso (da 840 a 720 chili). La vettura vanta una forte personalità, con forme sportive e muscolose, fianchi larghi, nuovo disegno della calandra, più ampia e aggressiva, fari allungati anteriori e posteriori a Led. Insomma, ha cambiato radicalmente abito con un aspetto decisamente europeo, con colori inediti: metallizzati (Rosso Cordoba, Blu Azzorre, Grigio Londra, Argento New York, Bianco Artico, Nero Dubai), oppure bicolori o pastello.

E’ aumentata la spaziosità dell’abitacolo (5 posti e 5 porte) che si segnala anche per qualità e versatilità. IL colore rosso del volante e del quadro strumenti con cromature satinate sottolinea il carattere sportiveggiante della berlinetta giapponese. Altri dettagli della plancia: schermo multifunzionale a colori con informazioni su stato del veicolo e prestazioni, touchscreen da 7”, smartphone con connettività Bluetooth e USB, supporto Apple Car Play, Android Auto e MirrorLink e Slot per SD card, sistema Dab+.

Dei due motori a benzina disponibili 1.2 e 1.0, per la nostra prova su strada abbiamo scelto il secondo, a nostro avviso il più interessante: 3 cilindri da 1 litro BoosterJet turbo 12 valvole a iniezione da 112 cv (82 Kw) a 5500 giri, coppia di 170 Nm da 2000 a 3500 giri, 190 km/h, consumo di 6,4 litri ogni 100 km in città, 4,3 nei percorsi extra-urbani e 5 l. nel ciclo combinato. Emissioni di C02 114 g/km.

Entrambi i propulsori offrono l’eventuale opzione del sistema ibrido, che integra in un unico elemento tre componenti: motore elettrico, alternatore e motorino di avviamento, con batteria da 12 V. La terza generazione della Swift Sport adotta invece un turbo benzina 1.4 BoosterJet  da 140 cv e 230 Nm. Quanto al sistema di trazione, la versione 1.2 presenta, in alternativa al 2WD, il 4×4 Allgrip. Il cambio è il super-morbido manuale a 5 marce o automatico a sei rapporti. Lo sterzo coniuga prontezza su percorsi misti e stabilità in rettilineo. In città si apprezza la su manovrabilità, agevolata da un raggio di sterzata di 4,8 m. Le sospensioni di nuovo disegno, più leggere e più rigide assicurano comfort e tenuta di strada superiori ad altre macchine di pari segmento. Altre impressioni di guida (riassunte nella “pagella” finale): miglioramento dell’aereodinamica (con riduzione della resistenza al vento), aumentata la silenziosità (buon assorbimento dei rumori).

La lunga serie delle dotazioni è rivolta soprattutto alle tecnologie per la sicurezza, oltreché per la connettività e l’intrattenimento. Spiccano, tra le altre, le funzioni: “attentofrena” per la riduzione degli impatti (se c’è rischio di collisione e il guidatore frena d’improvviso, scatta un allarme acustico perentorio e l’auto si blocca); “guidadritto” (il volante vibra e parte un segnale acustico se si abbandona la corsia di marcia senza aver attivato gli indicatori di direzione); “restasveglio”  (richiama l’attenzione del pilota se il veicolo ondeggia da un lato all’altro della strada); abbaglianti automatici (che variano l’altezza dei fari in base all’avanzare di altri veicolo in senso opposto); Cruis Control adattivo (munito di un radar che fa mantenere la distanza tra i veicoli in base all’impostazione prefissata). Inoltre: Hill Holder Control per le partenze in sicurezza, Electronic Stability Program, monitoraggio pressione pneumatici e chi più ne ha più ne metta.

Cesare Castellotti Vaglienti

 

I voti de Il Dossier

Motore 8
Accelerazione 7,5
Ripresa 7,5
Tenuta di strada 8
Stabilità 8
Frenata 8
Cambio 8,5
Sterzo 8
Comfort 8
Placia – Strumenti 9
finiture 8
Comandi 8,5
Abitabilità 8
Visibilità 8
Silenziosità 8
Dispositivi di sicurezza 9
Vano bagagli 9
Connettività 8,5
Bagagliaio 8

 

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