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Tre Re a Castellamonte. La cometa brilla nel cielo della cucina canavesana!

Una fresca serata di fine estate, un’aurea di fascino, mistero e curiosità. La leggenda vuole che il nome di questa storica locanda derivi proprio dai quei Re, quei Magi cui la tradizione ha attribuito la regalità e che venuti da Oriente furono i primi forestieri a fare visita e rendere omaggio al Salvatore. Con una tale premessa e il ricordo, mai sopito, di avere, sin da bambino, sentito parlare di questo locale come di un sicuro riferimento, le attese erano molte e il timore di una delusione, come un tarlo, era tanto. Il navigatore, moderna cometa, accompagna sino all’ingresso che, subito, ci rassicura. La patina degli anni e il fascino desueto del locale sanno di concretezza, di genuinità, lontano dai canoni standardizzati , asettici cui siamo ormai abituati. Rinnovata nell’aspetto ma permeata del calore del tempo, la sala ci accoglie con discreta eleganza ed emana un’impalpabile sensazione di serenità.
Roberto Marchello, chef patron, sorridente, cortese e professionale, non disdegna la sala di questo bozzolo che lo ha visto crescere professionalmente negli anni sino a rilevare l’attività dalla famiglia Demarchi. Mise en place di classe e carta che privilegia il territorio, come vuole l’affezionata e molto ancorata alle radici, clientela. Ma la cucina scalpita e la voglia di innovare senza stravolgere è tanta e così il percorso, a mano libera, passeggia tra tradizione e sprazzi di apertura creativa e convince.
Nel tris di amuse bouche: leggeri porcini fritti, delicato, croccante gambero in crosta di riso verde e raffinata crème brûlée, danno il la. Le code di gamberi, maionese al nero di seppia, burrata e limone candito rompono gli indugi; freschezza, pulizia, materia prima ineccepibile e azzeccata simbiosi di sapori , uno di quei piatti che non si scordano tanto facilmente. Si prosegue con rigore, senza stonature, con zuppetta di zucchine, mascarpone, cozze, risotto al plancton e capesante. Torneremo per assaggiare la finanziera che, in carta, suggella la piemontesità delle proposte. Il gran finale era d’uopo con lo zabaglione, spumoso ed equilibrato, preparato in sala nel polsonetto di rame e accompagnato da stupendi torcetti di Prascorsano che, da goduriosi che siamo, abbiamo centellinato con fragole laccate e variazioni sul tema del cioccolato alla nocciola firmate Giraudi. La cantina è completa e spazia, anche nei vigneti canavesani. Indovinata la scelta dell’ottimo Canavese Rosato Spumante di Fontecuore, con base Nebbiolo! Menu a 50 e 60 euro. Tanta soddisfazione!

Alessandro Felis

Albergo Ristorante Tre Re
Piazza Martiri della Libertà, 27
Castellamonte (To)
Tel: 0124.51.54.70
info@ trerecastellamonte.it – www.trerecastellamonte.it

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