TRIDENTE CENTENARIO

Dic 9, 2014

Dal nostro inviato.

Bologna. Ma come facciano le automobili ad uscire da questo portoncino così stretto? Ce lo domandiamo tutti, davanti alla vecchia casa in cui, il I° dicembre 1914, vennero fondate le Officine Alfieri Maserati. Qui, al n° 1 di via de’ Pepoli, cuore di Bologna, nacque un mito. Allo scoprimento di una targa commemorativa collocata dal Comune fa seguito la visita agli angusti locali adibiti, sembra incredibile oggi, alla costruzione di automobili. Eppure sì, Alfieri, Ettore ed Ernesto Maserati, pionieri del motorismo, vi riescono per cinque anni, prima di trasferirsi in una sede un po’ più grande al Ponte Vecchio. Il simbolo, il Tridente, ideato nel ’25 da Mario Maserati, pittore, l’unico fratello non coinvolto nella passione per i motori, è ispirato dalla statua che raffigura Nettuno in Piazza Maggiore. Inizialmente l’Officina si occupa dell’elaborazione di auto da corsa. La prima su cui compare il Tridente è la Tipo del ’26, che all’esordio nello stesso anno vince, nella propria classe, la Targa Florio.

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Nel 1937 i fratelli Maserati, pur mantenendo per un decennio la responsabilità tecnica e progettando vetture splendide e sempre più innovative, cedono la proprietà dell’azienda alla famiglia Orsi che la manterrà fino al 1967. Nel ’39 la sede, che diverrà poi storica, viene trasferita a Modena, in viale Ciro Menotti. L’attività sportiva ufficiale, ripresa nel dopoguerra, prosegue con una serie trionfale di successi (come il titolo mondiale di Fangio su 250F), con lo sviluppo di motori di F1 e con la produzione granturismo, in cui spiccano la 3500 GT e la 5000 GT costruita apposta per lo Scià di Persia. Gli anni Sessanta vedono la nascita della Sebring, della Mistral e della prima Quattroporte cui seguono la Ghibli e la Indy.

Nel 1968 la Maserati viene acquistata dalla Citroen, che vi produce Bora, Merak e Khamsim. Ma è un periodo difficile, tant’è che l’azienda nel 1975 viene messa in liquidazione e rilevata dalla GEPI, società statale che ne affida la gestione ad Alejandro De Tomaso. Un disastro.

Il salvataggio della gloriosa Casa è opera di Fiat Group (oggi FCA) che l’acquista nel ’93, la inserisce in Ferrari per il 50% in un primo tempo, in toto successivamente e le riconosce infine (2005) la piena autonomia.

Dunque una storia travagliata e comunque affascinante, che ripercorriamo con i contributi di Carlo e Alfieri Maserati (figli rispettivamente di Ettore ed Ernesto); di Adolfo Orsi (nipote di Adolfo Orsi Sr.); di Matteo Panini che racconta come suo padre Umberto abbia salvato la collezione di auto storiche Maserati e abbia creato il Museo Panini, a tutti gli effetti il museo della Maserati. Ma anche attraverso il meticoloso lavoro di ricerca di Luca Dal Monte, co-autore con Gianni Cancellieri, Cesare De Agostini e Lorenzo Ramaciotti del ricco e bellissimo volume:  ”MASERATI un secolo di storia” (tiratura limitata, Giorgio Nada editore, 360 pagine).

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(Maserati Ghibli)

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(Maserati Quattroporte)

La parte più recente del percorso aziendale è quella che rilancia Maserati come brand di prestigio nel segmento delle sportive e delle berline di lusso in 70 Paesi, dove continua ad essere testimone della raffinatezza, dell’eleganza e dello stile italiano. Oggi Maserati, come tiene a sottolineare Luca Dal Monte, Direttore delle relazioni esterne e stampa, è un Costruttore in forte espansione, che ha negli USA il suo più importante mercato, seguito dalla Cina. La produzione annua, fra Quattroporte e Ghibli, si aggira sulle 35000 unità, sfornate dagli stabilimenti di Modena e di Grugliasco (Torino). Da quest’ultimo – inaugurato a gennaio 2013 – è uscita proprio in questi giorni la cinquantamillesima. Se ne fanno 120 al giorno in due turni su 6 giorni. La massima espressione del marchio è attualmente la versione GTS della lussuosa ammiraglia Quattroporte equipaggiata col motore a benzina V8 Twin Turbo da 3,8 litri e 530 cavalli, progettato da Maserati e costruito da Ferrari.

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Quanto agli sviluppi futuri, Harald Wester, CEO di Maserati, annuncia che a Mirafiori si sta preparando un’area dove sarà prodotta la Levante (su base Quattroruote e Ghibli) e successivamente l’Alfieri il cui concept è stato presentato a Marzo a Ginevra. Porta il nome del più eminente dei fratelli Maserati, il genio dell’ingegneria meccanica. Rispondendo ad un giornalista, Wester tiene a precisare che il Tridente “non produrrà mai al di sotto della Ghibli”. Come dire: non si abbasserà ad offrire macchine di segmenti inferiori.

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(da sinistra: Alfieri, Levante)

Ai brindisi per la conclusione dei festeggiamenti del Centenario, tanti personaggi noti della cultura, del giornalismo e dello spettacolo. Sul palco sale Ron e canta, provate a indovinare, “Vorrei incontrarti fra cent’anni…”

Auguri per i secondi cento!

Cesare Castellotti

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