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Dacia Sandriders: missione Sudafrica

Il debutto nel South African Safari Rally segna una nuova sfida per Al-Attiyah e Loeb: il team Dacia tra ambizioni mondiali e prove inedite su terra africana.

Il rombo dei motori Dacia si fa sentire tra le piste sterrate e le boscaglie del Sudafrica. Il terzo round del FIA World Rally-Raid Championship 2025 porta per la prima volta i Sandriders in un ambiente lontano dalle sabbie del deserto, tra savana, guadi e tracciati montuosi, per una sfida tecnica e mentale che promette spettacolo.

Sun City diventa l’epicentro dell’adrenalina, con Nasser Al-Attiyah ed Édouard Boulanger al via della corsa con il numero 200, e Sébastien Loeb insieme a Fabian Lurquin sull’auto #219. L’obiettivo? Difendere la leadership in classifica piloti, consolidare quella tra i copiloti e restare agganciati al vertice tra i costruttori.

Dopo il trionfo nell’Abu Dhabi Desert Challenge, Al-Attiyah arriva in Africa da leader, con la voglia di dimostrare che la Dacia Sandrider sa essere competitiva anche lontano dalle dune: «Non sarà una gara facile, ma siamo pronti. Questa è la prova che può consacrare la nostra evoluzione», ha dichiarato il campione qatariota.

Ma il South African Safari Rally è tutt’altro che una formalità. 2.759 chilometri complessivi, 5 tappe selettive e una varietà di terreni mai affrontata prima dal team. Per questo, il reparto tecnico guidato da Philip Dunabin ha messo mano a ogni dettaglio: protezioni per la vegetazione, nuovo sistema di aspirazione, modifiche ai passaruota, trasmissioni rinforzate e motore rimappato per le altitudini africane.

Loeb, chiamato al riscatto dopo due ritiri, è determinato: «È il momento di arrivare in fondo. La gara sarà dura, ma se evitiamo gli errori delle prime due tappe, possiamo dire la nostra anche qui».

Per i Sandriders, la corsa è anche una tappa chiave di crescita. Come sottolinea la team principal Tiphanie Isnard: «Abbiamo rispetto per questo terreno e per i nostri avversari, ma crediamo nel nostro lavoro. Questo rally è una lezione fondamentale per il futuro del team».

Il countdown è finito. La corsa è cominciata. E l’Africa, ancora una volta, è il banco di prova più autentico per chi sogna il titolo.