Il nuovo SUV plug-in del Gruppo Chery arriva sul mercato italiano con 279 CV, fino a 90 km di autonomia elettrica e due allestimenti. Lo abbiamo guidato tra vigneti, curve e percorsi extraurbani per capire cosa offre realmente oltre ai numeri.
Fiumana di Predappio. Strade che si arrampicano tra i vigneti, curve, salite e tratti extraurbani: un percorso ideale per andare oltre la semplice presentazione statica e capire il carattere della nuova LEPAS L8. Dopo averla già osservata da vicino nei mesi scorsi, questa volta abbiamo potuto guidarla e metterne alla prova comfort, sistema ibrido, qualità dell’abitacolo e comportamento su strada. Le prime impressioni sono positive: la L8 si avvicina per contenuti e qualità percepita al mondo premium senza voler necessariamente indossarne l’etichetta.
Un SUV da 4,69 metri che punta sull’equilibrio
LEPAS fa parte del Gruppo Chery, la stessa realtà industriale che comprende anche OMODA e JAECOO, marchi con i quali condivide parte del patrimonio tecnologico e dell’esperienza maturata nell’elettrificazione.
La L8 rappresenta il primo modello con cui LEPAS entra concretamente sul mercato italiano. È un SUV a cinque posti lungo 4.688 mm, largo 1.871 e alto 1.686 mm, con un passo di 2.800 mm. Il bagagliaio offre una capacità di 507 litri, che salgono a 1.314 abbattendo gli schienali posteriori.
Le proporzioni sono importanti, ma il design evita eccessi. La fiancata è pulita, le maniglie sono integrate a filo della carrozzeria e il frontale è caratterizzato dalla grande calandra e dalla firma luminosa sottile.
LEPAS definisce questo linguaggio stilistico Leopard Aesthetics, ispirato alla tensione e alla fluidità delle forme del leopardo. Al di là della definizione utilizzata dal costruttore, dal vivo il risultato appare equilibrato: una vettura dalla presenza importante, ma che non cerca continuamente di attirare l’attenzione con elementi stilistici esasperati.
Ed è una sensazione che ritroviamo anche durante la prova. Sulle strade di collina la mole della L8 rimane percepibile, come è normale per un SUV di queste dimensioni, ma il carattere generale è quello di una vettura costruita soprattutto attorno al comfort e alla fluidità di marcia, più che alla ricerca di un’impostazione sportiva.
L’assetto assorbe bene le irregolarità e l’ambiente interno rimane piacevolmente isolato. Parabrezza e finestrini anteriori utilizzano vetri fonoisolanti e il sistema ENC contribuisce all’attenuazione dei rumori nell’abitacolo.
Nel susseguirsi di curve e cambi di ritmo la L8 non invita quindi alla guida aggressiva, ma restituisce quella sensazione di facilità che probabilmente sarà uno dei suoi punti di forza nell’utilizzo quotidiano.
Super Hybrid: 279 CV e fino a 90 km senza benzina
Sotto la carrozzeria troviamo il sistema Plug-in Super Hybrid già legato al patrimonio tecnologico del Gruppo Chery.
Il motore termico è un 1.5 TGDi a ciclo Miller da 143 CV e 215 Nm, affiancato da un motore elettrico di trazione da 204 CV e 310 Nm. Un secondo motore elettrico da 82 CV svolge invece la funzione di generatore. A collegare il sistema provvede la trasmissione ibrida dedicata DHT150 con la trazione alle ruote anteriori.
La potenza complessiva raggiunge 279 CV, equivalenti a 205 kW, con 365 Nm di coppia. Lo 0-100 km/h viene dichiarato in 7,9 secondi, mentre la velocità massima è di 180 km/h.
Numeri che, su strada, non vengono utilizzati per trasformare la L8 in un SUV sportivo. La spinta è disponibile quando serve, soprattutto nelle riprese e in uscita dalle curve, ma l’erogazione rimane progressiva. È proprio il lavoro combinato fra parte elettrica e termica a caratterizzare maggiormente la guida.
Con la batteria sopra il 25% di carica il sistema privilegia la modalità elettrica. Al diminuire della carica entra in funzione la gestione ibrida, che decide autonomamente come utilizzare motore elettrico e benzina in funzione della velocità e delle condizioni di marcia. Il conducente può comunque selezionare differenti modalità di guida, tra cui Eco, Normal, Sport, Custom e Pure EV.
La batteria è una LFP da 18,4 kWh. L’autonomia dichiarata in elettrico raggiunge 90 km nel ciclo WLTP combinato e fino a 123 km nel ciclo urbano. Con il serbatoio da 60 litri l’autonomia complessiva dichiarata supera i 1.000 km.
Il consumo omologato nel ciclo WLTP combinato ponderato è di 2,2 l/100 km, con emissioni di CO₂ pari a 53 g/km. Sono naturalmente dati che, come per tutte le plug-in, dipendono in misura importante dalla frequenza con cui viene ricaricata la batteria e dal tipo di utilizzo.
Particolarmente interessante è la gestione della ricarica. In corrente alternata la potenza arriva a 6,6 kW, con un tempo dichiarato di circa 160 minuti dal 25 al 100%. La L8 può però ricaricare anche in corrente continua fino a 40 kW, passando dal 30 all’80% in circa 20 minuti: una possibilità non ancora così diffusa tra le plug-in di questa categoria.
Presente inoltre la funzione V2L fino a 6,6 kW, che consente di utilizzare l’energia della batteria per alimentare dispositivi esterni a 220 volt.
Interni, tecnologia e due allestimenti
Materiali e assemblaggi restituiscono una sensazione di qualità superiore a quella che ci si potrebbe aspettare considerando il posizionamento del marchio. È proprio qui che appare più evidente il tentativo di avvicinarsi all’universo premium senza entrare direttamente in competizione sul terreno del prestigio del marchio.
Il passo di 2,80 metri contribuisce a creare un abitacolo ampio. I sedili anteriori possono reclinarsi completamente, mentre quelli posteriori permettono di regolare l’inclinazione dello schienale. Sulla versione Elegance i sedili anteriori sono elettrici e dispongono di riscaldamento, ventilazione e funzione massaggio, oltre al supporto lombare e alla memoria per il conducente.
Il posto guida ruota attorno a un quadro strumenti digitale da 10,2 pollici e a un display centrale da 13,2 pollici.
Il sistema utilizza il processore Qualcomm Snapdragon 8155 ed è dotato di connettività 4G, aggiornamenti over-the-air, Bluetooth, hotspot Wi-Fi, Apple CarPlay e Android Auto wireless. È disponibile anche una base di ricarica wireless per smartphone fino a 50 watt.
Una scelta che abbiamo apprezzato è il mantenimento di alcuni comandi fisici per le funzioni principali. In un momento in cui molte vetture stanno concentrando quasi ogni operazione all’interno del display centrale, poter accedere rapidamente ad alcuni comandi senza navigare nei menu rimane una soluzione pratica durante la guida.
Essence: da 41.700 euro
L’offerta italiana parte dall’allestimento Essence, proposto a 41.700 euro chiavi in mano.
La dotazione comprende già cerchi in lega da 19 pollici, interni in tessuto e similpelle, display centrale da 13,2 pollici, Apple CarPlay e Android Auto wireless, climatizzatore automatico bi-zona, fari Full LED, sensori di parcheggio anteriori e posteriori e telecamera panoramica a 540 gradi.
Sono inoltre presenti cruise control adattivo, pacchetto completo ADAS, accesso keyless, modalità di guida Normal, Eco e Sport e otto airbag.
Elegance: da 44.700 euro
Salendo a 44.700 euro si passa all’allestimento Elegance, quello più completo e quello che meglio evidenzia le ambizioni della L8.
Arrivano i cerchi da 20 pollici, interni in similpelle, sedili anteriori elettrici, impianto audio Sony a otto altoparlanti, funzione massaggio, tetto panoramico apribile e dieci airbag.
A questi si aggiungono il parcheggio automatico APA e il parcheggio da remoto RPA, che consente di far eseguire alla vettura alcune manovre anche dall’esterno.
Su entrambe le versioni il pacchetto di assistenza alla guida è particolarmente ampio. Il sistema utilizza sette telecamere, dodici sensori a ultrasuoni e tre radar a onde millimetriche e comprende, tra gli altri, cruise control adattivo, frenata automatica d’emergenza, mantenimento di corsia, monitoraggio dell’angolo cieco e controllo del traffico trasversale posteriore.
La garanzia prevista è di 7 anni o 150.000 km, con chilometraggio illimitato nei primi tre anni, mentre batteria e componenti elettrici sono coperti per 8 anni o 160.000 km.
Una prima prova che lascia una buona impressione
Alla fine della giornata, dopo aver percorso strade molto diverse tra loro e dopo il confronto con diversi colleghi presenti al test, la sensazione è piuttosto chiara.
La LEPAS L8 non cerca di reinventare il SUV plug-in. Cerca invece di mettere insieme molti contenuti, una buona qualità percepita e una meccanica già sviluppata all’interno di un grande gruppo industriale, proponendoli con un listino che, considerando equipaggiamento e prestazioni, appare competitivo.
È soprattutto la coerenza generale del progetto a convincere. La linea è pulita senza risultare anonima, l’abitacolo è ben realizzato, la tecnologia è abbondante ma non invasiva e i 279 CV vengono utilizzati più per rendere la guida facile e fluida che per inseguire un’impostazione sportiva.
Sul prodotto, però, il primo test su strada lascia pochi dubbi: LEPAS entra nel mercato italiano con una vettura già molto completa e con argomenti concreti per ritagliarsi il proprio spazio.
Per LEPAS il viaggio italiano è appena iniziato. Buon viaggio.
José G Citro





