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Suzuki celebra 70 anni di Suzulight: la rivoluzione delle Kei Car che anticipa la mobilità del futuro

Quando nell’autunno del 1955 Michio Suzuki consegnò a un medico di Hamamatsu la prima Suzulight, forse non immaginava di aver inaugurato molto più di un nuovo capitolo industriale: stava tracciando una strada che oggi, settant’anni dopo, continua a indicare una direzione precisa alla mobilità mondiale.

La Suzulight nasceva in un Giappone che stava ancora ricostruendo se stesso. Per un Paese fatto di strade rurali strette e risorse limitate, serviva un’auto nuova per concezione, compatta nella forma ma ambiziosa nella sostanza. Era l’epoca delle Kei Car, categoria introdotta nel 1949 dal Ministero dei Trasporti come soluzione illuminata alle difficoltà del dopoguerra: vetture piccolissime, economicissime e capaci di mettere il Giappone su quattro ruote con pragmatismo.

I parametri dell’epoca parlano chiaro: massimo 2,8 metri di lunghezza, 1 metro di larghezza e motori da appena 100 cc (150 cc per i quattro tempi). Dentro questa cornice rigidissima Suzuki trovò spazio per innovare. E non poco: la Suzulight fu la prima vettura giapponese con motore e trazione anteriore, sospensioni indipendenti e sterzo a cremagliera, soluzioni che nel resto del mondo sarebbero diventate comuni anni più tardi.

Il fenomeno Kei Car: un successo che non si è mai fermato

A distanza di decenni, le Kei Car non sono un capitolo storico, ma una realtà consolidata: nel 2022 hanno rappresentato il 36% delle immatricolazioni giapponesi, pari a 1,22 milioni di unità. Il motivo? Costi ridotti, sconti assicurativi, efficienza e dimensioni perfette per la geografia giapponese.

Suzuki, che iniziò a sviluppare automobili già nel 1937 prima dello stop imposto dalla guerra, ha fatto di questa filosofia una vera identità industriale, sostenuta dallo spirito Yaramaika – “facciamolo” – che ha attraversato l’intera storia del marchio.

Dal passato al futuro, il cerchio si chiude

Oggi quella intuizione del 1955 sembra più attuale che mai. Anche l’Europa sta guardando con interesse crescente a vetture compatte, leggere e sostenibili, pensate per l’ambiente urbano. Non a caso, nei prossimi mesi potrebbe arrivare una proposta normativa dedicata alle future “e-car”, versioni elettriche ultracompatte pensate per la città: un’idea che riecheggia chiaramente la logica delle Kei Car.

Suzuki coglie il momento e rilancia proprio in questa direzione. Al prossimo Japan Mobility Show, il marchio presenterà la Vision e-Sky, concept di una kei car 100% elettrica che trasferisce nel futuro i principi che hanno reso celebre la Suzulight: leggerezza, ingombri ridotti, massima efficienza e un utilizzo intelligente dello spazio.

Un marchio che cresce, una visione che resta

Oggi Suzuki produce 3,265 milioni di veicoli all’anno, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere quota quattro milioni entro il 2030. Numeri che raccontano di un costruttore solido, ma soprattutto coerente con la propria tradizione: innovare senza dimenticare l’essenza dei propri prodotti.

L’eredità di Michio Suzuki continua così a permeare la strategia del marchio: creare veicoli che migliorino la vita del cliente, rendendo la mobilità accessibile, intelligente e sostenibile. È la stessa filosofia che ha dato vita alla Suzulight settant’anni fa, e che oggi trova nuova forma nella mobilità elettrica urbana.

A volte, il futuro più avanzato nasce proprio da un’idea semplice del passato.

JGC