Home News IlDossier saluta Cesare Castellotti, il nostro Direttore Responsabile

IlDossier saluta Cesare Castellotti, il nostro Direttore Responsabile

Ciao Cesare, maestro di giornalismo e di stile

Questa non è una di quelle righe che si scrivono con distacco.
È un saluto, semplice e doveroso, a un uomo che per ilDossier non è stato solo un nome in testata, ma una presenza costante, discreta e fondamentale.

Cesare Castellotti Vaglienti è scomparso oggi a Torino, all’età di 86 anni.
Firma storica del giornalismo Rai, è stato uno dei volti di 90° Minuto, la trasmissione andata in onda dal 1970 e diventata un punto di riferimento assoluto per generazioni di appassionati di sport. Per la Rai ha seguito cinque Campionati del Mondo di calcio e sei edizioni dei Giochi Olimpici, raccontando lo sport con uno stile sempre misurato, elegante, mai urlato. Nel 1975 gli fu assegnato il Premio Saint Vincent per il giornalismo.

Nel programma era noto per un approccio sobrio e distaccato, senza mai cedere al tifo dichiarato o alla spettacolarizzazione. Un modo di fare giornalismo che gli ha guadagnato stima unanime, rendendolo una figura rispettata e ascoltata a ogni livello, anche ai vertici del mondo sportivo e istituzionale.

Per me, però, Cesare è stato molto di più.
È stato un maestro.

Per oltre quindici anni abbiamo lavorato fianco a fianco, realizzando decine e decine di interviste, incontrando i vertici delle Case automobilistiche, condividendo centinaia di prove stampa. Le fotografie che accompagnano questo ricordo raccontano una piccola parte di quel percorso, meglio di qualsiasi elenco.

Aveva una cultura vastissima, che spaziava ben oltre il mondo dei motori e dello sport. Parlava più lingue — italiano, francese, inglese, spagnolo — con la naturalezza di chi considera la cultura un’abitudine quotidiana, non un esercizio di stile. Amava il caldo, il Brasile, la sua seconda terra, della quale aveva anche la cittadinanza. Era amante del golf, praticato con lo stesso spirito con cui affrontava la vita: concentrazione, misura, rispetto.

Amava anche la buona cucina, ma quella semplice e genuina. Abbiamo condiviso tantissimi pranzi e cene, momenti in cui io restavo letteralmente a bocca aperta ad ascoltare i suoi racconti: storie dietro le quinte, aneddoti su personaggi importanti del nostro mondo. “Io ascoltavo come un bambino incantato davanti a una fiaba.

Ci siamo conosciuti quasi per caso, durante una presentazione stampa di Subaru Italia. Io ero giovane, acerbo, ma con una voglia enorme di fare. Ricordo ancora perfettamente il momento in cui Cesare mi offrì la sua disponibilità a leggere e correggere i miei articoli. Per me fu un onore che un professionista come lui scegliesse di dedicarmi tempo, attenzione e fiducia.

Da lì, quasi per gioco, nacque tutto.
Quando decisi di registrare una testata giornalistica online, ilDossier, non ebbi dubbi su chi dovesse essere il Direttore Responsabile. Cesare accettò. Per me fu una grande lusinga. Scrivere sotto la sua guida significava avere un riferimento solido, serio, mai invadente. Uno che c’era, sempre, anche quando non parlava.

Oggi mi trovo a scrivere quello che non avrei mai voluto scrivere: il suo saluto.
Ci eravamo sentiti solo pochi giorni fa. Come sempre.

Cesare amava ricordare — anche nei suoi articoli — che se un’idea è buona, il prezzo non ha importanza.
Vale anche per le persone.
E lui, amato e stimato da tutti, anche ai livelli più alti, non ha prezzo.

Ciao Cesare.

Grazie di tutto.

José

Vi lasciamo con un bel ricordo, Cesare che intervista Michael Robinson: