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BONTU sbarca in Europa: da Milano parte la sfida dei quadricicli elettrici per la città

l 22 maggio 2026 Shandong Bontu New Energy Vehicle Industry Co. Ltd. ha scelto Milano per presentare la propria gamma europea di quadricicli elettrici.

Due minicar e un mini veicolo commerciale per l’ultimo miglio segnano l’ingresso nel mercato continentale di un marchio che punta sulla mobilità urbana, sull’omologazione UE e su un’offerta articolata.


La storia dell’automobile europea è passata spesso dalle grandi dimensioni, dai lunghi viaggi e dalle vetture pensate per allargare i confini della mobilità.
Ma nelle città del presente, sempre più dense e regolate, il futuro sembra spesso muoversi in scala ridotta.
È dentro questo scenario che BONTU prova a entrare in Europa, con una gamma di quadricicli elettrici pensata per i centri urbani, i giovani utenti e la logistica di prossimità.

Milano come porta d’ingresso al mercato europeo
La scelta di Milano come sede del debutto europeo non appare casuale. La città, da anni, è uno dei laboratori più osservati sul fronte della mobilità urbana, tra restrizioni alla circolazione, attenzione alle emissioni e ricerca di formule alternative all’auto tradizionale. In questo contesto, BONTU si presenta con lo slogan “New Energy Vehicle, Urban Mobility Solutions” e con una gamma composta da due minicar e da un mini veicolo commerciale disponibile in diverse configurazioni, dal pick-up al cargo. L’azienda, fondata nel marzo 2020 nella provincia cinese di Shandong con un capitale registrato di 80,18 milioni di yuan, si definisce una realtà tecnologica specializzata in ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di veicoli elettrici. I modelli hanno già ottenuto la certificazione europea e sono pienamente omologati secondo il regolamento UE 168/2013 come L6e o L7e.

La gamma minicar: città, giovani e mobilità compatta
Nel cuore della proposta BONTU ci sono le minicar BTE05 e BT09. La prima, lunga 3.000 mm, disponibile in versione 2 o 4 posti, offre batterie da 13,9 o 18,1 kWh, autonomia fino a 222 km e velocità massima di 90 km/h, con una dotazione che comprende ABS, climatizzatore, airbag guidatore, assistenza alla partenza in salita, telecamera posteriore e sensori di parcheggio. La seconda, BT09, si rivolge a un pubblico più giovane, con versione L6e limitata a 45 km/h e guidabile da 14 anni e versione L7e da 75 km/h guidabile da 16 anni. Con batterie da 7,68 o 10 kWh e autonomia fino a 150 km, punta a proporsi come alternativa più protetta e razionale rispetto allo scooter nei percorsi urbani e suburbani. In controluce, il progetto si inserisce in una tradizione che in Europa ha radici lontane: dalle microcar nate nel dopoguerra per esigenze di ricostruzione e accessibilità, fino all’attuale ritorno dei quadricicli leggeri come risposta ai problemi contemporanei delle città.

Il mini commerciale BT03 e la logistica dell’ultimo miglio
Accanto alle minicar, BONTU punta in modo deciso sul trasporto urbano professionale. Il BT03, disponibile in diversi allestimenti, nasce per il cosiddetto ultimo miglio e per utilizzi che vanno dalle consegne espresso alla catena del freddo. Nella configurazione indicata nel comunicato misura 3.564 mm in lunghezza, ha una portata di 340 kg, una potenza di 7,5 kW, velocità massima di 81 km/h e autonomia compresa tra 80 e 100 km, con ricarica fino all’80% in 90 minuti. La casa insiste su tre vantaggi principali: zero emissioni, assenza di rumore e riduzione dei costi d’esercizio. Secondo i dati diffusi, il costo dell’energia sarebbe pari a un terzo di quello di un diesel e i costi di manutenzione inferiori del 40%. È qui che il progetto BONTU mostra forse il suo lato più concreto: non tanto la suggestione della microcar, quanto la possibilità di occupare uno spazio reale dentro una logistica urbana che cambia rapidamente pelle.

Le città europee stanno tornando a interrogarsi, in modi nuovi, su una domanda antica: quale veicolo serve davvero per muoversi ogni giorno? BONTU prova a dare una risposta che passa da mezzi piccoli, elettrici, omologati e specializzati. Sarà il mercato a dire se questa formula riuscirà a trovare spazio stabile tra giovani utenti, famiglie e operatori della consegna urbana. Ma il segnale è già chiaro: nel racconto della mobilità contemporanea, anche i veicoli più compatti chiedono ormai un posto centrale.

JGC