Cinque metri abbondanti di SUV elettrico tra Piazza Castello, portici, vie storiche e traffico cittadino. Nei giorni del Salone Auto Torino 2026 abbiamo portato la Kia EV9 dentro la città, per capire che cosa succede quando un’auto così imponente incontra una Torino fatta di prospettive, pavé e spazi molto più raccolti.
Torino, settembre 2026. Piazza Castello torna a riempirsi di auto, pubblico e curiosi per il Salone Auto. Ma basta allontanarsi di poche centinaia di metri dal cuore della manifestazione per ritrovare la città di sempre: i portici, le facciate storiche, i tram, le vie strette, il pavé e quella geometria urbana che alterna grandi aperture a passaggi molto più raccolti.
È in questo scenario che abbiamo deciso di portare la Kia EV9.
Non su una strada costruita per valorizzarla, non in un set artificiale, ma nel centro di Torino. Perché una vettura lunga oltre cinque metri e larga quasi due diventa molto più interessante quando la si mette proprio nel luogo dove, sulla carta, dovrebbe sentirsi meno a proprio agio.
Torino le gira intorno
La prima impressione è inevitabile: EV9 è grande.
Parcheggiata tra Piazza Castello, le vie del centro e i palazzi storici, non prova nemmeno a nascondere le proprie proporzioni. Le linee sono nette, il frontale importante, l’impostazione quasi monolitica. Futuristica, sì, ma senza bisogno di trasformarsi in un esercizio di stile.
Ed è proprio Torino a renderla interessante fotograficamente. La carrozzeria squadrata davanti alle facciate ottocentesche, il contrasto tra un grande SUV elettrico e i portici, la Mole che compare sullo sfondo, la città che continua a scorrere intorno.
EV9 non passa inosservata. Durante le soste più di una persona si è fermata a guardarla e a chiedere informazioni. Non è una di quelle automobili che si mimetizzano nel traffico. In città, anzi, diventa quasi parte della scena.
Cinque metri, poi te ne dimentichi
Il vero paradosso arriva quando si riparte.
Perché una volta al volante, quei cinque metri abbondanti smettono rapidamente di occupare la testa. Le strade non diventano più larghe e la EV9 non si trasforma certo in una citycar, ma la percezione delle dimensioni è molto più naturale di quanto i numeri lascino immaginare.
Lo sterzo è uno degli elementi che colpiscono di più: preciso, piacevole, capace di cambiare carattere in funzione della modalità di guida. Anche nel traffico non dà quella sensazione di inerzia che spesso accompagna le vetture di grande massa e dimensioni.
Telecamere, sistemi di assistenza e dispositivi elettronici ci sono, ma nella guida quotidiana non sono loro a definire l’esperienza. Dopo pochi chilometri si prende confidenza con gli ingombri e si guida con naturalezza. Nelle manovre i sensori fanno il loro lavoro, poi per il resto ci si affida soprattutto alla posizione di guida, agli specchietti e alla percezione della vettura.
Più che sentirla grande, si avverte la sua presenza. Che è una cosa diversa.
Tra portici e silenzio
La parte forse più interessante arriva quando il traffico rallenta.
Fuori c’è Torino: tram, motorini, semafori, voci, rotaie e asfalto non sempre perfetto. Dentro cambia tutto.
L’abitacolo è molto ovattato e il silenzio dell’elettrico si somma a un comfort generale davvero elevato. La sensazione è quella di viaggiare quasi su una nuvola, soprattutto scegliendo una guida tranquilla.
E qui EV9 sorprende ancora una volta. Una vettura con questa presenza potrebbe suggerire un carattere aggressivo, quasi esibito. Invece viene naturale guidarla con calma.
Durante il test la modalità Eco è stata quella utilizzata più spesso. Non per mancanza di prestazioni: la risposta, quando si affonda l’acceleratore, è impressionante. Ma perché il carattere dell’auto sembra chiedere altro: progressione, silenzio, comfort e una certa voglia di isolarsi dal caos della città.
Un salotto che si muove
È dentro che la EV9 trova probabilmente la sua identità più convincente.
Lo spazio è tanto, 7 posti comodi, ma soprattutto è ben sfruttato. I sedili sono tra gli elementi che restano più impressi: molto confortevoli, quasi da lounge, e capaci di trasformare l’abitacolo in un ambiente dove il viaggio conta quanto la destinazione.
La sensazione generale è premium più che lussuosa. Non c’è la volontà di impressionare con decorazioni o materiali vistosi a tutti i costi. C’è piuttosto un insieme di spazio, silenzio, tecnologia e qualità percepita che rende l’ambiente molto piacevole da vivere.
Ed è qui che il taglio lifestyle prende davvero forma: EV9 non è soltanto un mezzo con cui attraversare Torino. È anche un posto da cui guardarla.
Grande? Sicuramente. Ma è davvero questo il punto?
Sì, Kia EV9 è grande. Sarebbe inutile fingere il contrario.
Ma il punto, dopo averla portata per le strade del centro di Torino, è un altro: è molto più grande quando la si guarda da fuori che quando la si guida.
Tra Piazza Castello, le vie storiche e il traffico cittadino non mette in soggezione come ci si aspetterebbe. Anzi, dopo poco la sua lunghezza diventa semplicemente una caratteristica, non un ostacolo.
Quello che resta davvero del test è altro: gli sguardi della gente, il silenzio dentro, il comfort e quella sensazione di poter continuare a guidare per ore senza particolare fatica.
Alla fine, più che chiedersi se sia troppo grande, viene spontaneo pensare a quanto sia piacevole viaggiarci.
José G Citro
GUARDA LA GALLERIA
| KIA EV9 GT-LINE AWD – IN BREVE |
| Motore: 100% elettrico, trazione integrale AWD |
| Potenza: 384 CV |
| Batteria: 99,8 kWh |
| Autonomia WLTP: fino a 512 km |
| 0–100 km/h: 5,3 secondi |
| Lunghezza: 5,015 m |
| Larghezza: 1,98 m |
| Passo: 3,10 m |
| Posti: 7 nella versione provata |
| Ricarica: architettura a 800 V |





