Home News BUGATTI sul ghiaccio di St. Moritz: l’automobile come scena

BUGATTI sul ghiaccio di St. Moritz: l’automobile come scena

Nel febbraio 2026, il lago ghiacciato dell’Engadina diventa teatro di un racconto che unisce storia, meccanica e paesaggio


Il 2 febbraio 2026, sulle superfici ghiacciate del lago di St. Moritz, l’automobile torna a essere gesto, presenza, memoria. In occasione di The I.C.E. St. Moritz, Bugatti porta sul ghiaccio alcuni dei modelli più rappresentativi della propria storia recente e passata, davanti a oltre 20.000 spettatori arrivati da tutto il mondo.

Il lago, il ghiaccio, la scena

In inverno, St. Moritz cambia funzione. Il lago non è più uno specchio d’acqua, ma una superficie compatta, attraversabile, destinata a ospitare uno degli appuntamenti automobilistici più singolari del panorama europeo. The I.C.E. St. Moritz si svolge su questo piano naturale, dove il paesaggio alpino diventa parte integrante dell’evento.

Nel 2026, Bugatti sceglie questo contesto per raccontare la propria identità attraverso il movimento lento e controllato delle vetture sul ghiaccio. Tre esemplari della collezione Les Légendes de BugattiVeyron Grand Sport Vitesse nelle versioni Soleil de Nuit, Rembrandt Bugatti e Meo Costantini — attraversano il lago accompagnati da pattinatori sul ghiaccio. Il gesto meccanico si intreccia con quello umano, in una sequenza che privilegia la composizione visiva più che la velocità.

Dalla memoria alla meccanica estrema

Il racconto non si ferma alla celebrazione del passato recente. Accanto alle Veyron, fa la sua comparsa un omaggio in scala: la Bugatti Baby II dedicata a Meo Costantini, presentata da Hedley Studios. È una citazione diretta della Bugatti Type 35, uno dei modelli più vincenti degli anni Venti, qui reinterpretato come oggetto di memoria e design.

Sul fronte opposto della linea temporale, il presente si manifesta con la Bugatti Bolide. Tre esemplari affrontano il ghiaccio del lago in una dimostrazione dinamica che sposta il racconto verso il limite tecnico. La Bolide nasce per la pista, ma sul ghiaccio assume un valore diverso: non prestazione pura, ma controllo, aderenza, gestione della potenza in condizioni innaturali per un’auto da oltre 1.000 cavalli.

Un concorso che attraversa il tempo

The I.C.E. St. Moritz è anche concorso d’eleganza. Tra le categorie in gara compaiono modelli storici come Bugatti Type 13, Bugatti Type 35 e Bugatti Type 37A, fino alla Bugatti EB110, inserita nella categoria dedicata alla nascita dell’hypercar.

Attorno alle vetture, il villaggio I.C.E. ospita un pubblico selezionato, tra collezionisti, appassionati e osservatori. Non si tratta solo di esposizione: il contesto crea una continuità tra automobile, ambiente e comunità. Il lago diventa archivio temporaneo, dove modelli di epoche diverse convivono nello stesso spazio fisico.

Sul ghiaccio di St. Moritz, l’automobile non è mezzo né oggetto statico. È racconto in movimento, sospeso tra passato e presente. Per Bugatti, l’edizione 2026 di The I.C.E. non è una dimostrazione di forza, ma una messa in scena controllata: la storia che scivola lentamente su una superficie fragile, destinata a sciogliersi con la stagione.

EMP