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Destriero, il record dell’Atlantico resiste da 34 anni: 3.106 miglia in 58 ore

Il 9 agosto 1992 il monoscafo dello Yacht Club Costa Smeralda completò la traversata New York-Bishop Rock a 53,09 nodi di media. Un primato ancora imbattuto.


Sono passati 34 anni dalla traversata che portò il Destriero nella storia della navigazione.
Il 9 agosto 1992 percorse 3.106 miglia nautiche in 58 ore, 34 minuti e 50 secondi, mantenendo una media di 53,09 nodi, pari a 98,32 km/h.
Un record che ancora oggi resta il riferimento della traversata atlantica.

58 ore attraverso l’Atlantico

All’alba del 9 agosto 1992, il Destriero tagliò il traguardo virtuale davanti al faro di Bishop Rock, nelle Isole Scilly, dopo la partenza da New York. Oltre alle 3.106 miglia percorse in meno di 59 ore, l’unità stabilì anche una distanza di 1.402 miglia nautiche nell’arco di 24 ore, alla media di 58,4 nodi. Il precedente primato, appartenente al catamarano britannico Hoverspeed Great Britain, venne migliorato di circa 21 ore e mezza.

Dietro al progetto c’erano il principe Karim Aga Khan, promotore dell’impresa, e il sostegno della FIAT di Giovanni Agnelli, dell’IRI, di Alitalia e del CONI. L’obiettivo era superare i record della traversata dell’Atlantico legati al Nastro Azzurro e al Trofeo Hales, trasformando la sfida anche in un banco di prova per nuove soluzioni tecniche e propulsive.

Tre turbine, oltre 60.000 cavalli e 70 nodi

Il Destriero era un monoscafo in alluminio con carena a V profondo, costruito da Fincantieri nel cantiere di Muggiano, a La Spezia. A spingerlo erano tre turbine a gas General Electric LM1600, installate in moduli MTU e capaci di sviluppare complessivamente oltre 60.000 CV, abbinate a tre idrogetti KaMeWa 125.

I numeri raccontano la portata del progetto: 60 metri di lunghezza, 13 metri di larghezza, oltre 600 tonnellate di carburante e un’autonomia superiore alle 3.000 miglia nautiche a pieno carico. La velocità superava i 40 nodi anche con il massimo carico, mentre quella nominale era indicata in oltre 70 nodi. La costruzione iniziò nel luglio 1990 utilizzando tecniche derivate dalle unità militari Fincantieri, mentre Pininfarina curò il design e lo studio aerodinamico delle sovrastrutture.

Cesare Fiorio e un record che attraversa le generazioni

A guidare il programma Destriero Challenge fu Cesare Fiorio, comandante e responsabile del progetto, affiancato da un equipaggio composto da comandanti, ufficiali, tecnici, motoristi e specialisti delle telecomunicazioni. Una squadra che affrontò la traversata senza interrompere la corsa verso il primato.

Nel ricordo dell’impresa, Fiorio torna soprattutto alle ultime ore di navigazione, quando, nonostante il record fosse ormai alla portata e il rischio di un problema tecnico suggerisse di ridurre la velocità, dal ponte arrivò la decisione: «Avanti tutta, record sì ma record che nessuno ci toglierà». A 34 anni di distanza, il pensiero del comandante va anche a Karim Aga Khan e a Giovanni Agnelli, indicati come figure determinanti per la nascita e il sostegno del progetto.

Un primato ancora nella storia

Il 9 agosto 2026 segna 34 anni da quella traversata. Il Destriero rimane una delle pagine più significative dell’ingegneria e della navigazione italiana degli anni Novanta: una sfida costruita attorno a velocità, tecnologia e organizzazione, con numeri che continuano a raccontare la dimensione dell’impresa.

José G Citro