Il recupero estivo non si consolida per i veicoli commerciali leggeri. Il rapporto diffuso da UNRAE il 15 ottobre fotografa un settembre nuovamente negativo, con una domanda che cambia composizione sia nei canali di acquisto sia nelle alimentazioni.
Settembre frena dopo il recupero di agosto
Le 15.737 immatricolazioni del mese si confrontano con le 16.899 registrate nel settembre 2025. Il bilancio da gennaio a settembre passa invece da 141.641 a 134.885 unità: il segno meno riguarda dunque anche il consuntivo dell’anno.
L’associazione colloca questi risultati dopo la flessione di luglio e il recupero di agosto, collegato all’avvio degli incentivi. La lettura del singolo mese va quindi accompagnata da quella del periodo più lungo, che resta in contrazione.
Elettrici al 5,3 per cento, cresce il peso degli ibridi
Gli elettrici puri coprono il 5,3 per cento del mercato di settembre, contro il 5,7 per cento di un anno prima. Ad agosto avevano raggiunto il 7 per cento, sostenuti dalle immatricolazioni dei mezzi incentivati disponibili in pronta consegna.
Nel cumulato la quota elettrica è del 3,9 per cento. Gli ibridi arrivano invece al 13,1 per cento nel mese e al 10,8 per cento nei nove mesi: i due risultati descrivono percorsi differenti all’interno dell’offerta elettrificata.
Il diesel mantiene il peso maggiore, con il 75,2 per cento a settembre. Seguono, oltre agli ibridi, elettrici, benzina, plug-in e GPL; il rinnovo delle alimentazioni procede quindi in un mercato ancora prevalentemente legato al gasolio.
Il lungo termine perde terreno nei canali di acquisto
Il noleggio a lungo termine registra una riduzione dei volumi superiore al 30 per cento e scende al 31,9 per cento di quota. Enti e società conservano la prima posizione, con il 38,3 per cento del mese.
Le autoimmatricolazioni salgono al 10,9 per cento, mentre il breve termine raggiunge il 6,6 per cento. Questi spostamenti aiutano a leggere il dato complessivo: una variazione delle targhe comprende anche un cambiamento fra le diverse modalità di acquisto.
La fotografia di settembre conferma quindi una fase debole per il comparto italiano. Per valutare la continuità del recupero serviranno i rapporti successivi; i dati disponibili non consentono ancora di descrivere una ripresa stabile.




