
Roma non introduce dal 1° novembre 2026 il nuovo blocco dei veicoli diesel Euro 4 ed Euro 5 previsto dal piano regionale originario. La Regione Lazio ha comunicato il 26 ottobre 2026 che la Giunta ha approvato una delibera che permette a Roma Capitale di proseguire con le limitazioni attuali.
La decisione non cancella dunque la Fascia Verde e non riapre la circolazione alle categorie già escluse. Evita un ulteriore ampliamento dei divieti, mentre resta da attendere l’atto comunale che dovrà definire il quadro operativo dal mese di novembre.
Il via libera della Regione, l’ordinanza spetta al Comune
Il provvedimento approvato dalla Regione Lazio, su proposta dell’assessore all’Ambiente Elena Palazzo, autorizza Roma Capitale a confermare le misure in vigore invece di aggiungere il fermo per Euro 4 ed Euro 5 diesel. La possibilità di sostituire i divieti generalizzati con interventi alternativi era stata introdotta nel 2025, a condizione di dimostrarne una pari efficacia sulla qualità dell’aria.
L’applicazione concreta compete però a Roma Capitale. Al 28 ottobre 2026 non risulta pubblicata sul portale comunale una nuova ordinanza valida dal 1° novembre: numero, data, durata, deroghe e formulazione definitiva devono quindi essere verificati prima della pubblicazione dell’articolo.
I divieti già in vigore nella Fascia Verde
Il riferimento comunale disponibile è l’Ordinanza del Sindaco n. 145 del 30 ottobre 2025, valida dal 1° novembre 2025 al 31 ottobre 2026. L’atto vieta l’accesso e la circolazione nella ZTL Fascia Verde, dalle 00.00 alle 24.00, dal lunedì al sabato e con esclusione dei festivi infrasettimanali. Il fermo comprende le auto a benzina omologate Pre-Euro 1, Euro 1 o Euro 2, come pure quelle GPL e metano delle stesse classi; per i diesel arriva fino a Euro 3. Sono inclusi anche ciclomotori e motoveicoli Pre-Euro 1 ed Euro 1.
Le principali deroghe dell’ordinanza riguardano i veicoli al servizio di persone con disabilità, i mezzi di emergenza e pubblica utilità, il trasporto pubblico, i servizi per rifiuti e verde e quelli di interesse storico e collezionistico. Per GPL e metano, la data di immatricolazione o di conversione deve precedere il 1° novembre 2024. Queste eccezioni descrivono l’atto in scadenza e dovranno essere confrontate con la nuova ordinanza.
Misure alternative e investimenti ambientali
La Regione collega la scelta ai dati sulla qualità dell’aria: secondo il comunicato, nel 2025 sono stati rispettati tutti i limiti normativi e ad agosto 2026 le concentrazioni medie di PM10 e biossido di azoto risultavano diminuite di circa il 2% rispetto all’anno precedente.
L’accordo con il Ministero dell’Ambiente assegna inoltre al piano per Roma e la Valle del Sacco risorse complessive pari a 25 milioni di euro. La quota destinata alla sostituzione dei veicoli commerciali più inquinanti è di 10 milioni; la Regione indica anche incentivi per il rinnovo delle caldaie nella Valle del Sacco, rifinanziati nel 2027.
Per gli automobilisti, la conseguenza immediata è circoscritta: i diesel Euro 4 ed Euro 5 non entrano nel blocco previsto dal piano originario, ma le limitazioni già esistenti non vengono abolite. Il perimetro definitivo dal 1° novembre dipenderà dall’ordinanza di Roma Capitale.




