
CarpeCarbon e Michelin Italiana hanno annunciato il 23 ottobre 2026 un progetto di cattura diretta dell’anidride carbonica nello stabilimento di Cuneo. La startup costruirà il proprio primo impianto su scala industriale integrato in un processo produttivo, dopo la sperimentazione condotta con un impianto pilota a Torino.
Il progetto avrà una capacità nominale dichiarata di 300 tonnellate di CO₂ all’anno. Non si tratta però di un risultato già ottenuto: l’entrata in funzione è prevista soltanto nella seconda metà del 2027 e i volumi reali potranno essere valutati dopo l’avvio.
Cattura dall’aria e calore recuperato in fabbrica
La tecnologia Direct Air Capture, o DAC, preleva la CO₂ dall’aria e la separa dagli altri componenti atmosferici. Il sistema CarpeCarbon impiega sorbenti solidi ed è progettato per funzionare con calore a bassa temperatura; nel sito di Cuneo il progetto prevede di recuperare calore di scarto dai processi produttivi.
Questo assetto dovrebbe integrare la cattura in un impianto industriale esistente, limitando il ricorso a nuova energia termica. Efficienza, consumi e continuità operativa non sono però ancora misurabili nel contesto Michelin, perché la struttura deve essere realizzata e avviata.
Michelin userà una parte della CO₂ catturata
Secondo l’accordo, Michelin renderà disponibile il sito produttivo e utilizzerà una parte della CO₂ catturata per specifiche applicazioni industriali. Questa quota sostituirà parzialmente l’anidride carbonica oggi acquistata da fornitori esterni.
CarpeCarbon descrive l’inertizzazione di apparecchiature e processi come uno degli impieghi industriali della CO₂, ma non indica quale applicazione precisa sarà servita nello stabilimento di Cuneo. L’uso del gas non equivale inoltre a una rimozione permanente: in alcune applicazioni la CO₂ può essere rilasciata nuovamente dopo l’impiego.
La quota non utilizzata andrà allo stoccaggio
La parte non consegnata a Michelin sarà gestita direttamente da CarpeCarbon e destinata, secondo le parti, allo stoccaggio permanente. È questa quota a completare il percorso di rimozione dall’atmosfera previsto dal progetto.
Il comunicato non precisa tuttavia la quantità che sarà impiegata da Michelin né quella che verrà stoccata. Non indica inoltre il luogo o la procedura scelta per la quota di Cuneo: la mineralizzazione in rocce basaltiche è presentata da CarpeCarbon come soluzione generale per i propri progetti di rimozione, non come destinazione già confermata per questo impianto.
La collaborazione è nata attraverso la Fondazione Michelin Sviluppo. Il passaggio dalla sperimentazione torinese all’integrazione industriale rappresenta quindi la novità dell’accordo; capacità effettiva, consumi e ripartizione dei flussi richiederanno dati operativi successivi all’avvio previsto nel 2027.




