Home News O.S.C.A. MT6, a Imola rinasce un nome che appartiene alla grande storia...

O.S.C.A. MT6, a Imola rinasce un nome che appartiene alla grande storia italiana dei motori

L’8 giugno 2026, all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, HIB/Fabbrica Italia ha presentato alla stampa nazionale la nuova O.S.C.A. MT6, secondo modello del progetto Historic Italian Brands voluto da Massimo Di Risio.

Un debutto in pista, davanti ai giornalisti e nel luogo giusto, per restituire visibilità a un marchio che porta con sé il nome dei fratelli Maserati e una parte importante del motorismo tricolore.

 

Ci sono lanci che introducono un modello nuovo, e altri che provano a riattivare una memoria. La presentazione della O.S.C.A. MT6 a Imola appartiene alla seconda categoria, perché non riguarda soltanto un’auto, ma il ritorno di una sigla che tra il 1947 e gli anni Sessanta ha scritto pagine rilevanti nelle corse e nelle granturismo italiane.
In pista, accanto alla vettura, anche le parole di Massimo Di Risio hanno chiarito il senso dell’operazione: riportare O.S.C.A. nel presente senza svuotarla del suo passato.

Imola come luogo della rinascita
La scelta dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari non è stata soltanto scenografica. Imola ha offerto alla nuova MT6 il contesto ideale per sottolineare il legame tra O.S.C.A. e la tradizione sportiva italiana. Il marchio fondato a Bologna nel dicembre 1947 da Bindo, Ettore ed Ernesto Maserati nacque infatti con una vocazione corsaiola precisa, costruita attorno al rapporto peso-potenza, all’ingegno meccanico e a una visione artigianale ma estremamente evoluta della prestazione. Presentare oggi il rilancio di O.S.C.A. su una pista significa dichiarare fin da subito che il progetto non vuole vivere solo di nostalgia, ma recuperare una postura tecnica e identitaria ben riconoscibile.

MT6, lo “Sportover” compatto del nuovo corso
La O.S.C.A. MT6 si presenta come crossover coupé compatto, o come lo definisce la stessa Fabbrica Italia, uno “Sportover” lungo 4.515 mm, largo 1.870 e alto 1.565, con passo di 2.710 mm. Le proporzioni, il tetto spiovente, i fianchi muscolosi e il frontale con griglia aggressiva cercano un equilibrio tra tendenza di mercato e richiami storici. La griglia e l’estrattore posteriore sono realizzati in carbonio 100% italiano in collaborazione con Carbotech; i cerchi da 21 pollici nascono dal lavoro con MAK e montano pneumatici Pirelli P Zero 245/40 R21. Gli interni puntano su una lettura sportiva ma curata, con sedili sviluppati insieme a Recaro, rivestimenti in pelle e alcantara, volante a tre razze e una dotazione ricca che comprende doppio schermo da 10,25”, ricarica wireless da 15 W, ADAS di secondo livello, parcheggio automatico, sedili elettrici, riscaldati e ventilati e tetto panoramico. Il motore è un 1.5 TGDI rivisto nell’elettronica con il contributo di AVL e RE:LAB, mentre sul fronte dinamico sono stati annunciati interventi specifici su sospensioni, impianto frenante e sviluppo del sound insieme a Tubi Style. Il prezzo dichiarato è di 49.000 euro, con consegne previste da settembre 2026.

Il peso della storia e la visione di Massimo Di Risio
Dietro la MT6 non c’è soltanto un prodotto, ma una costruzione più ampia. Il progetto Historic Italian Brands, già avviato con ITALA 35, si muove con l’ambizione di riportare su strada marchi storici italiani attraverso una filiera di collaborazioni con eccellenze nazionali. O.S.C.A., in questo contesto, ha un valore particolare. Dalle vittorie nel Gran Premio di Napoli del 1948 con Villoresi alla 12 Ore di Sebring del 1954 vinta da Stirling Moss, fino ai successi nelle classi minori e nelle granturismo, il marchio dei fratelli Maserati ha rappresentato una delle espressioni più pure dell’automobilismo italiano del dopoguerra. L’ingegner Alfieri Maserati, figlio di Ernesto e unico erede del brand, ha scelto di affidarne il futuro proprio a Massimo Di Risio. E nell’intervista raccolta a Imola, il Presidente ha ribadito una linea chiara: “non limitarsi a evocare il nome O.S.C.A., ma riportarlo a una coerenza industriale, commerciale e culturale. Non a caso, nel 2027, anno che coinciderà con gli 80 anni dalla fondazione, è previsto l’arrivo di una supersportiva “Made in Europe” dal prezzo inferiore a 200.000 euro.”

GUARDA LA GALLERIA

In un tempo in cui molti marchi nascono in fretta e cercano di costruirsi un’identità quasi da zero, vedere tornare O.S.C.A. in pista a Imola produce un’impressione diversa. Non quella di un semplice esercizio di stile, ma di un tentativo più complesso: riportare in superficie una storia italiana di tecnica, creatività e coraggio industriale. Sarà il mercato, naturalmente, a stabilire la solidità del progetto. Ma intanto, sotto il sole di Imola e davanti alla stampa nazionale, il nome O.S.C.A. ha ripreso a farsi pronunciare non come memoria lontana, bensì come possibilità concreta.

José G Citro