Presentato al MIMIT il francobollo dedicato all’Automotoclub Storico Italiano, nato nel 1966 e oggi punto di riferimento del motorismo storico.
Il 16 giugno 2026, nel Salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini a Roma, è stato presentato il francobollo ordinario dedicato al 60° anniversario dell’ASI.
L’emissione appartiene alla serie tematica “Le eccellenze del patrimonio culturale italiano”.
Un riconoscimento che lega veicoli storici, cultura, memoria e identità nazionale.
UN ANNIVERSARIO CHE DIVENTA SEGNO
Sessant’anni di storia racchiusi in un francobollo. L’Automotoclub Storico Italiano celebra il proprio anniversario con un’emissione commemorativa presentata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
All’evento hanno preso parte, tra gli altri, Fausta Bergamotto, Sottosegretario di Stato con delega alla filatelia, Alberto Scuro, Presidente ASI, Fabio Gregori, Luca Sciascia e Giovanni Machetti di Poste Italiane.
MOTORISMO STORICO E CULTURA ITALIANA
Il francobollo richiama il dinamismo dei veicoli storici attraverso un linguaggio grafico ispirato al Futurismo, movimento artistico del primo Novecento che aveva posto al centro la macchina, la velocità e il movimento.
La scelta non è soltanto estetica. L’immagine sottolinea il legame tra motorismo storico e cultura, tra sviluppo tecnico e società, tra bellezza meccanica e ingegno umano. Il messaggio è chiaro: il veicolo storico non è solo passione, ma patrimonio da conservare e raccontare.
UNA MEMORIA CHE GUARDA AVANTI
L’emissione rientra nelle attività promosse da ASI per celebrare il 60° anniversario e condividere questo percorso con appassionati, club e comunità in tutta Italia.
Il motorismo storico viene così presentato come una risorsa culturale per il Paese. Raccontare l’evoluzione della locomozione significa leggere una parte dello sviluppo dell’umanità degli ultimi 150 anni, dalla mobilità quotidiana alla costruzione dell’immaginario collettivo.
Un francobollo misura pochi centimetri, ma può contenere molto più di un’immagine. In questo caso custodisce 60 anni di storia, il valore della conservazione e il movimento di un’Italia che ha saputo trasformare la meccanica in cultura. Sobrio, simbolico, destinato a viaggiare: come ogni memoria che vuole restare viva.
José G Citro





