Il 3 novembre 2026 a Torino i vertici di Tata Motors e di Iveco Group hanno presentato il nuovo assetto che nasce dopo la conclusione dell’offerta pubblica di acquisto. Il gruppo si colloca al quarto posto tra i produttori mondiali di veicoli commerciali, secondo i dati diffusi dalle società.
I numeri del nuovo gruppo
Le società indicano ricavi complessivi per circa 21 miliardi di euro e una presenza in oltre 130 Paesi, nei mercati sviluppati e in quelli ad alta crescita di Europa, India, Sud America, Asia, Medio Oriente e Africa. L’organizzazione conta 27 siti produttivi e 25 centri di ricerca e sviluppo, sostenuti da oltre 9.300 punti vendita e assistenza.
Gli addetti sono oltre 73.000. Tata Motors, che è il maggiore produttore indiano di veicoli commerciali, ha acquisito tramite Opa l’89,42% di Iveco Group, realtà attiva nei veicoli commerciali, negli autobus e nei sistemi di propulsione.
Chi ha presentato la strategia
All’evento torinese sono intervenuti Natarajan Chandrasekaran, chairman di Tata Sons e di Tata Motors, Girish Wagh, managing director e CEO di Tata Motors, e Olof Persson, CEO di Iveco Group. Chandrasekaran ha parlato di «un nuovo ed entusiasmante capitolo» e ha ringraziato il governo italiano, le autorità di regolamentazione, i dipendenti e gli azionisti.
Wagh ha sottolineato che portafogli prodotto, competenze e presenza geografica delle due aziende sono complementari e che per clienti, concessionari e partner ci sarà continuità fin dal primo giorno. Persson l’ha definita «una giornata storica» per Iveco Group e Tata Motors.
Torino resta la sede
Il punto più rilevante per il territorio riguarda la sede. Chandrasekaran e Wagh hanno dichiarato che Iveco Group continuerà ad avere sede a Torino, mantenendo l’identità distintiva di marchi, persone e presenza industriale.
Secondo i due manager indiani, Tata Motors sosterrà la strategia attuale e i piani di investimento di Iveco Group. L’obiettivo indicato è unire ingegneria, tecnologie di nuova generazione, acquisti, distribuzione e reti commerciali, per accelerare l’innovazione e portare soluzioni avanzate sul mercato in tempi più rapidi.
Cosa resta da vedere
Le cifre sono quelle dichiarate dalle società e riguardano il perimetro complessivo del nuovo gruppo. Piani industriali, investimenti e tempi di integrazione non sono stati dettagliati nelle fonti consultate, e saranno questi elementi a dire quale ruolo avranno gli stabilimenti e i centri di ricerca italiani nei prossimi anni.
JGC





