La nuova ricetta di Chef Rosato è dedicata al menu della imminente Festa di Halloween, ed è stata realizzata con uno degli ingredienti più semplici e antichi della storia dell’alimentazione.
Per la nostra ricetta de “L’uovo di Alien: Un’idea per la notte di Halloween”, ci siamo ispirati al film “Alien”, uno dei classici più noti tra le pellicole di fantascienza, portato per la prima volta sullo schermo nel 1979 da Ridley Scott.
Per conferire un tocco di colore al nostro uovo di Alien abbiamo aggiunto inoltre una manciata di paprika piccante che, una volta inglobata nell’albume dell’uovo, ha creato varie sfumature cromatiche viranti dal rosso al marrone scuro.
Mancano ormai pochi giorni alla Festa di Halloween e, come ogni anno, in tutto il mondo (Italia compresa) si è scatenata la corsa alle maschere e ai travestimenti che culmineranno la notte del 31 ottobre con la classica richiesta del “dolcetto o scherzetto?” da parte dei bambini.
Una corsa che investe sia il settore del marketing, rivolta soprattutto all’offerta di gadget di ogni tipo, sia in quello della ristorazione dove fino a qualche anno fa era soprattutto la pasticceria a farla da padrone.
Con un ampio assortimento di “dolcetti” e pasticcini nei quali la classica zucca arancione dalle sembianze truci veniva coniugata nelle forme più svariate e bizzarre.
In previsione di una notte di Halloween più sobria e frugale, magari a dimensione casalinga, abbiamo pensato ad una ricetta da inserire nel menu dedicato all’antica celebrazione celtica.
Una ricorrenza nel cui simbolismo tradizionale sono confluiti recentemente anche svariati elementi legati al mondo dell’occulto e dell’horror, ulteriormente esaltati da una prolifica filmografia di genere.
Ed è proprio la consuetudine al mascherarsi ad aver ispirato la metamorfosi di un ingrediente semplice (e sempre disponibile) in una veste inedita e, per certi versi, forse persino un po’ inquietante.
Sulla scia di queste considerazioni, la scelta con poteva non cadere sull’uovo, che rappresenta senz’altro uno degli alimenti più diffusi a livello globale tra tutti quelli presenti in natura.
Sia per la sua versatilità di preparazione che gli consente di trasformarsi in un ingrediente utilizzato nella realizzazione di un’incredibile varietà di piatti della cucina internazionale, regionale o etnica, sia per la sua composizione chimica che condensa gli elementi fondamentali dell’alimentazione (proteine, carboidrati e grassi) abbinata ad un variegata gamma di vitamine e sali minerali.
Può essere preparato infatti con svariate modalità in acqua (sodo, alla coque, barzotto, in camicia), in padella (frittata, uova strapazzate, omelette, occhio di bue) o al forno (uovo in cocotte).
Oltre che in varie elaborazioni create negli ultimi anni grazie a tecniche innovative e a nuovi procedimenti di cottura (microonde, uovo brillo, bassa temperatura, marinatura, frittura in immersione, carpione, bottarga d’uovo, etc).
Cucinare un uovo potrebbe sembrare un’operazione facile e veloce ma in realtà, per prepararlo a dovere, occorre molta attenzione e anche un pizzico di pazienza poiché spesso per ottenere buoni risultati occorrono diversi tentativi prima di raggiungere l’effetto creativo desiderato.
Tutti gli appassionati di cucina inoltre, dagli chef stellati ai cuochi meno blasonati si sono cimentati prima o poi nella preparazione delle uova, ideando ricette originali e gustose che, partendo dalle tradizionali tecniche di cottura, hanno inserito alcune variazioni riuscendo a creare a volte piatti unici e non semplici da realizzare.
Anche un uovo in camicia, volendo andare oltre la normale cottura in acqua calda prossima all’ebollizione, con la collaudata tecnica del “vortice” al centro della pentola, può rappresentare un interessante spunto di partenza per creare qualcosa di insolito.
Per la nostra ricetta de “L’uovo di Alien: Un’idea per la notte di Halloween”, ci siamo ispirati al film “Alien”, uno dei classici più noti tra le pellicole di fantascienza, portato per la prima volta sullo schermo nel 1979 da Ridley Scott.
Questo film, oltre ad aver dato origine alla famosa saga cinematografica che ha prodotto fino ad oggi 6 capitoli, viene considerata dai critici di tutto il mondo come uno delle migliori opere di fantascienza mai realizzate.
Le uova di Alien erano dei grossi baccelli aperti nella parte superiore con una serie di protuberanze dall’aspetto inquietante, simili ai petali di un fiore, e al cui interno si intravvedeva l’embrione della creatura aliena.
Per conferire un tocco di colore al nostro “Uovo di Alien” abbiamo aggiunto inoltre una manciata di paprika piccante che, una volta inglobata nell’albume dell’uovo, ha creato varie sfumature cromatiche viranti dal rosso al marrone scuro.
Ingredienti per 1 persona:
1 uovo XL (ca 70/80 g)
500 ml di acqua minerale effervescente
15 ml di olio evo (un cucchiaino)
1 cucchiaino di aceto balsamico
5 g di sale
10 g di paprika piccante
Preparazione (15 minuti)
Spalmare accuratamente l’interno di un bicchierino di vetro con olioevo e versare la paprika, agitando energicamente in maniera che la polvere rossa si depositi in maniera uniforme sull’intera superficie.
Versare l’uovo all’interno del bicchiere, scuotendolo leggermente fino a favorire la fuoriuscita di una certa quantità di albume che, altrimenti, nella fase di cottura ricoprirebbe completamente l’uovo nascondendo alla vista il tuorlo.
Inserire il bicchierino con l’uovo nel pentolino di acqua bollente, dove è stato versato l’aceto balsamico e il sale, adagiandolo sul fondo della pentola.
Prestare ovviamente attenzione al livello dell’acqua, che dev’essere inferiore (ca 1 cm più basso) rispetto al bordo superiore del bicchierino poiché l’acqua non deve penetrare nella parte superiore dell’uovo.
Dopo i primi minuti di cottura l’albume, una volta consolidato, viene spinto verso l’alto dalle pareti di vetro del recipiente e, superato il bordo del bicchierino, si espanderà sull’intera circonferenza venendo a creare una sorta di petalo circolare al quale la paprika conferisce varie sfumature cromatiche tendenti dal rosso al marrone scuro.
Dopo una quindicina di minuti, togliere l’uovo dall’acqua e lasciarlo raffreddare leggermente.
L’olio sulle pareti del bicchierino faciliterà l’estrazione dell’uovo che, modellato inferiormente sulla superficie piana del vetro, starà in piedi senza problemi una volta trasportato nel piatto.
La singolare forma conferita all’uovo da questa tecnica di cottura assicura un effetto di grande impatto, soprattutto se viene servito su un piatto a fondo nero che farà risaltare meglio l’uovo.
Impiattamento:
La presentazione nel piatto de “L’uovo di Alien: Un’idea per la notte di Halloween” viene normalmente definito come il “dressage in purezza”, basato essenzialmente su un impiattamento minimal che non richiede alcun ingrediente aggiuntivo.
Per un effetto glamour comunque si può accompagnare l’uovo di Alien (tanto per restare in tema di Halloween) con un cremoso alla zucca o con dei cracker salati alle carote.
Bevanda consigliata
Riesling Oltrepò Pavese DOC 2023 – Azienda Agricola Pietro Torti.
Abbinare un vino ad un uovo non è certo un’impresa facile, e l’accostamento diventa ancora più impegnativo se la cottura (a parte la complessità legata all’effetto visivo) è praticamente la stessa dell’uovo in camicia.
Un bianco fresco e vivace, di quelli scelti abitualmente per accompagnare antipasti e primi di mare, rappresenta la soluzione ideale.
Questo bianco dal colore giallo paglierino chiaro, ricco di riflessi verdognoli, e dal profumo ricco di aromi fruttati (soprattutto albicocca), si rivela perfetto per la nostra ricetta.
Per gustarlo al meglio è consigliabile servirlo in un calice ampio che consente di apprezzare tutto il suo ventaglio armonico.
La temperatura di servizio è compresa tra i 7 e i 9 gradi.
Chef Giorgio Rosato
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